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Lettera aperta alle Associazioni della Festa del Volontariato di Bracciano

Carissime Volontarie e Carissimi Volontari,
mi permetto di scrivervi in occasione di questo evento importante per il nostro territorio e perché sento una particolare vicinanza con la vostra esperienza. Con alcuni di voi tempo fa, con altri anni fa, abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, condiviso entusiasmi, passioni e difficoltà, sicuramente attraverso questa magnifica esperienza di mettersi al servizio della comunità sono cresciuto e immagino che siamo cresciuti tutti. Proprio perché provengo da questa storia, entrata talmente in profondità nella mia vita che è diventata poi il mio lavoro principale, che sento l’esigenza di condividere con voi alcune riflessioni riguardo il ruolo del volontariato e in particolare il ruolo del volontariato nel nostro territorio. 
L’Italia è un paese strano, pieno di ricchezze e peculiarità. 
Sappiamo di certo che questo nostro mondo, quello del no profit e del volontariato italiano, è composto circa 400.000 organizzazioni: tra associazioni, cooperative, fondazioni, gruppi.  Sono  4 milioni e 700mila l’esercito disarmato di volontarie e volontari, persone che dedicano gratuitamente tempo, energie e risorse personali a servizio di una causa e della comunità.Gli ambiti sono tra i più variegati: cultura, sport, solidarietà internazionale, tutela dell’ambiente, diritti civile e sociali, educazione, inclusione sociale e pace…  Insomma con queste cifre, tra le più importanti d’Europa, dovremmo essere un Paese con un senso civico altissimo, capace di fare comunità, che riesce a valorizzare il patrimonio ambientale e culturale dei propri territori, che promuove partecipazione e tutela i Beni Comuni, un Paese giusto, aperto alle diversità e al mondo promuovendo pace e solidarietà tra i popoli. Invece in Europa siamo quelli con il più alto tasso di evasione fiscale, abbiamo tra le percentuali più alte di corruzione e cementificazione del territorio, abbiamo la forbice delle diseguaglianze ogni anno più ampia, e se non bastasse siamo i primi esportatori al mondo di armi leggere nelle zone di guerra del medio-oriente e del Nord Africa. “Un modo tutto nostro di aiutarli a casa loro” per promuovere pace e solidarietà tra i popoli. 
Sullo sfondo si affaccia in maniera prepotente un populismo che con il pretesto della sacrosanta lotta per la legalità e contro i privilegi ha “sdoganato” linguaggi e comportamenti superficiali e razzisti, che non tengono conto della complessità delle cause e soprattutto delle responsabilità. Si fomenta l’odio “tra le sfortune”: Nord contro Sud, veri Italiani contro gli stranieri, persone con disabilità contro gli anziani, giovani contro adulti.


Anche sul nostro territorio le contraddizioni non sono meno forti.
Molti, in questi giorni, plaudiranno il vostro operato, perché chi può essere contro la solidarietà e il volontariato? Chi non si commuove davanti a un bambino che chiede aiuto, chi non è per l’ambiente? Chi non vuole l’inclusione sociale di tutte quelle categorie a rischio di emarginazione?
Il pericolo che corriamo è quello di essere al fianco di coloro che hanno bisogno solo quando questi ci ispirano tenerezza e simpatia:  finché stanno remissivi, buoni e rassegnati ad esprimere gratitudine nei confronti di chi li aiuta a sopravvivere. Ma non appena si organizzano affinché sia restituita loro giustizia e nel momento in cui protestano e pretendono il riconoscimento dei loro diritti, che altri vorrebbero elargire come elemosina, non sono più così tanto amati e nell'opinione dei filantropi e di molti benefattori si trasformano in persone scomode, pericolose violente, criminali. Allora l’azione volontaria perde quella potenzialità rivoluzionaria che è quella che si gioca nell’incontro, nel riconoscimento di dignità e unicità, nel riparare un torto e nel restituire giustizia. Si svilisce in un atto di compiacimento che di nuovo stabilisce una relazione gerarchica, marca una differenza tra chi da e chi riceve, definisce le posizioni sociali, mantenendo di fatto lo stato delle cose. Diventa un aiuto selettivo a chi è rimasto indietro nel gioco ad eliminazione della competizione liberista, ma questo intervento

benché fatto in buona fede, non cambia le regole di questo gioco spietato.
A Bracciano abbiamo una ricchezza sociale fatta da decine di associazioni, centinaia di cittadini e cittadine che s’impegnano a servizio di una causa, gruppi culturali, ambientali, associazioni educative, gruppi spontanei che ripuliscono le strade e i giardini. E’ un patrimonio di energie incredibili! ma quando depredano i Beni Comuni (l’acqua a Bracciano da pubblica passerà ad ACEA SpA!), cementificano, chiudono gli spazi di democrazia e partecipazione, progettano apertamente di fare affari a Bracciano con i rifiuti di Roma e del Lazio, spesso questa risorsa sembra essere assente.  E’ come se mancasse un legame tra la ricchezza preziosa nel lavorare gratuitamente per qualcosa, giocandosi in prima persona la relazione e una visione di comunità più ampia; una connessione con quello che semplicemente possiamo chiamare la dimensione politica, intesa in senso aristotelico come amministrazione della città.
Sono cresciuto con l’idea che fare volontariato e occuparsi del sociale significa fare politica e credo fortemente che è vero anche il contrario. C’è bisogno di persone che credono che occuparsi politica è come fare volontariato. Altrimenti, come avviene di solito, questo spazio è occupato da altri che magari hanno interessi poco trasparenti, persone senza scrupoli che farebbero di tutto per avere un piccolo potere, bravi imbonitori spesso legati ai poteri forti.  
Don Lorenzo Milani, mio costante punto di rifermento in diverse stagione della mia vita,  affermava che “conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt’uno. Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori.”
Conosco bene quante energie costa il vostro impegno e quanto questo è dentro le sofferenze di questo tempo. Al contempo, non credo sia più possibile oggi essere fuori dall’agenda politica del territoriodella nostra città. Sono consapevole che è un’agenda scomoda, fatta di conflitti, scelte difficili, posizioni da prendere, battaglie da combattere, ma che è assolutamente necessario che questa agenda contribuiate anche voi a scriverla, con quella stessa mano capace di riconoscere dignità, restituire giustizia, esprimere sincera solidarietà.
Nella speranza di aver dato un piccolo contributo al dibattito di questi giorni, vi abbraccio augurandovi 
Buon lavoro e Buona Festa!


Massimo Guitarrini
Bracciano Bene Comune 
Bracciano, 10 Settembre 2015

Presidio Fermiamo Cupinoro

Bracciano 25 Agosto Presidio Fermiamo Cupinoro !
Dopo 21 giorni di sciopero della fame di Paolo SImonini, io sono uno dei tanti che continuerà a presidiare Cupinoro facendo una staffetta a ridosso della Discarica, per fermare la SCELLERATA gestione delle BraccianoAmbiente e per dire NO al polo Regionale dei Rifiuti a Bracciano. Ho scelto di non parlare perché davanti alla morte e devastazione di un territorio, occorre stare in SILENZIO, fermari e riflettere. In SILENZIO per GRIDARE e dare voce alla Generazioni Future che dovranno comunque avere a che fare con questo scempio!

Bracciano privatizza l'Acqua? noi diciamo NO!

Domani, 6 Agosto alle 16.30 il Consiglio Comunale di Bracciano dovrà decidere se rispettare la volontà dei cittadini che solo 4 anni fa hanno chiesto che l’ACQUA rimanesse pubblica e fosse considerata un Bene Comune, oppure privatizzare e passare il servizio ad ACEA S.p.A.  
La maggioranza e la giunta del Comune di Bracciano hanno intenzione di non opporsi, come hanno fatto invece molti Comuni del Lazio, alle procedure sostitutive ex art. 153, comma 1, e 172, comma 4, D.Lgs n.152/2006, così da privatizzare il servizio idrico entrando nell’ATO 2 gestito da ACEA S.p.A.
Per fermare questo scellerato provvedimento che soccombe al diktat dei poteri forti, Bracciano Bene Comune ha presentato una proposta di delibera che chiede al Sindaco e al Consiglio Comunale di essere coerenti con quanto hanno sostenuto negli ultimi anni dove addirittura sì è messo questo principio nello Statuto Comunale riconoscendo “l’acqua pubblica come bene comune, diritto umano universale e definisce il servizio idrico quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e non gestibile da soggetti privati.” (art. 3 comma 5 dello Statuto).
Il Comune di Bracciano non ha mai ceduto, finora, la gestione del servizio idrico e proprio adesso vuole svendere il nostro prezioso bene comune nonostante siano in dirittura d’arrivo i regolamenti regionali che dovrebbero garantire il principio che l’acqua è un bene comune e che non è una merce su cui lucrare.  Infatti Lunedì 3 Agosto la commissione ambiente della regione ha approvato all’unanimità alcuni emendamenti alla legge regionale 5/2014 (che recepisce l’esito dei referendum sull’acqua) i quali superano l’impugnazione della stessa legge – su alcuni punti specifici – da parte del governo. L’iter di approvazione definitiva della legge si concluderà nei prossimi giorni, essendo stata messa all’ordine del giorno del consiglio regionale. La versione aggiornata della legge 5 – che fu approvata nel 2014 dal consiglio regionale su proposta del forum sull’acqua pubblica - seppure modificata in alcuni punti rispetto alla versione originaria, mantiene tutta la sua valenza a garantire i principi generali di gestione pubblica dell’acqua e di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione stessa del servizio idrico integrato.
Occorrerà poi passare alla definizione degli ABI (Ambiti di bacini Idrografici) che “sostituiscono” i vecchi ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) con la discussione della proposta di legge n. 238 di definizione degli ABI – redatta dal Forum per l’acqua pubblica e presentata da consiglieri di vari gruppi su iniziativa di Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento 5 Stelle: a tal fine, nel corso di un recentissimo incontro con il Presidente del Consiglio regionale, Leodori, l'Ass.re Refrigeri e il Presidente della Comm. Ambiente, Panunzi, era stato preso l'impegno a porla all'ordine del giorno dell'aula a partire da inizio settembre.
Settembre è, dunque, un mese cruciale, perché entro la fine di questo mese la Regione Lazio dovrà completare l’iter legislativo superando il vecchio regime basato sugli ATO, pena interventi legislativi di organismi superiori (si è parlato di commissariamento, ma, appunto, casomai non prima della fine del mese di settembre). Il Comune di Bracciano pare non conoscere questo processo di riforma che la Regione Lazio sta portando a termine, ed è intenzionato a cedere la gestione dell’acqua ad ACEA
ACEA SpA per sua natura è una società chiamata a fare profitto, oltre alla quota azionaria detenuta dal Comune di Roma, è controllata anche dal Gruppo Caltagirone e da Suez SpA. multinazionale francese che si muove senza troppi scrupoli in tutto il mondo acquisendo la gestione delle utilities (acqua luce gas…). ACEA SpA aumenterà le tariffe di almeno del 40%, e come già sta avvenendo nei comuni in cui è presente praticherà spietati distacchi del servizio a chiunque non potrà pagare.
A quel punto chi difenderà i nostri anziani indigenti che non potranno permettersi di pagare ACEA? Come faranno a vivere con i sigilli sui rubinetti dell’acqua corrente?  Noi denunciamo la strumentalità di questa posizione finalizzata alla privatizzazione della gestione dell’acqua, e diffidiamo il Comune a procedere su questa strada: infatti, se la cessione all’ACEA dovesse concludersi, l’operazione sarebbe in profondissimo contrasto con la nuova legislazione regionale, con ciò provocando un danno per tutti i cittadini: questo, sì, è il danno erariale di cui si renderebbe responsabile chi sta gestendo il Comune di Bracciano in maniera palesemente inefficiente e dannosa per la nostra comunità: il Sindaco Sala e l’alleanza centrista promossa e voluta dal PD, in piena sintonia con l’andazzo nazionale.
A tutto questo inquietante scenario piegato al più bieco liberismo, Bracciano Bene Comune si oppone e esige che venga rispettata la volontà dei cittadini che hanno chiesto a gran voce che non si speculi su un bene primario come l’acqua!
Ribadiamo, pertanto, la richiesta pressante al Sindaco di Bracciano, e alla sua maggioranza, di unirsi al movimento dei sindaci di tantissimi altri Comuni del Lazio, contro la privatizzazione dell’acque e a sostegno delle iniziative legislative coerenti con l’esito referendario, di approvare, pertanto, la proposta di delibera di Bracciano Bene Comune    

Acqua a Bracciano deve rimanere Pubblica!

Questa mattina ho presentato al Presidente del Consiglio Comunale di Bracciano la proposta di Delibera avente oggetto: CONTESTAZIONE AVVIO PROCEDURE SOSTITUTIVE EX ART. 153, COMMA 1, E 172, COMMA 4, D.LGS N.152/2006, per chiedere al Consiglio Comunale che si pronunci senza esitazione, contro il passaggio forzato ad ACEA.

Settemila settecento settantotto (7.778) cittadini e cittadine di Bracciano, il 96%,  solo 4 anni fa hanno votato per Acqua Pubblica. A parte l'arsenico dove il Comune di Bracciano in questi anni è stato lasciato solo ad affrontare tale problema strutturale delle nostre acque, la qualità del servizio idrico gestito dal personale comunale è più che efficiente. 

La fruizione di un diritto vitale come quello dell'Acqua, non può essere lasciato in mano a società per azioni come ACEA, che al suo interno ha spietati speculatori immobiliari e multinazionali che depredano in ogni parte del mondo le risorse che appartengono ai popoli, così come appartiene a Bracciano la propria acqua.
Spero che il Consiglio Comunale abbia il coraggio ancora di resistere e voti all'unanimità la Delibera che ho presentato come Gruppo Consigliare di Bracciano Bene Comune sull'onda di decine di Comuni del Lazio che stanno "resistendo" in attesa che la Regione Lazio dia seguito agli impegni presi e ai principi dichiarati con la LR. 5. Infatti la sua attuazione dovrebbe farci uscire da questo paradosso democratico.


  

Avvicendamento Consiglio Comunale

"Avvicinarsi oggi alla politica all'interno delle istituzioni non è facile. 
Viviamo uno strano periodo: tra Mondi di Mezzo, peggioramento di condizioni di vita e di lavoro, affarismi, becero populismo e sullo sfondo il pericolo razzista di chi cavalca le sofferenze, non per lottare a favore di un possibile riscatto sociale per tutti e tutte, ma per aumentare facilmente il proprio consenso e i propri affari, come si vede in questi giorni.
Fortunatamente c'è chi non si rassegna a tutta questa barbarie e ancora spende energie, tempo, passioni in maniera disinteressata, cercando con il proprio impegno di svolgere un servizio verso gli altri, verso la propria comunità. 
Da chi ripulisce una fermata di autobus, un bosco, a chi raccoglie le firme sotto la pioggia contro la città metropolitana perché vuole tenere lontano da Bracciano, l'economia del degrado della mafia romana, purtroppo non solo fascista!
Non si rassegna chi fa volontariato nelle parrocchie,  nella protezione civile, negli ospedali, per i diritti e la dignità di chi ancora oggi parte da una evidente situazione di svantaggio: come le donne, i migranti e le persone con disabilità.
Sicuramente non si rassegnano le centinaia di persone che hanno marciato e continueranno a marciare in pace perché chiedono che Bracciano, non diventi la capitale dei rifiuti del Lazio. 
Non si rassegna chi sceglie modelli di produzione di benessere compatibili con l'ambiente e il territorio, e chi con lo spirito di servizio alla Costituzione fa semplicemente il proprio lavoro per la comunità umana.
BraccianoBeneComune, anche grazie all'impegno straordinario di Elena Carone Fabiani e di tanti amici e compagni, ha speso diverse energie in questa direzione: attivando comitati, gruppi di interesse, animando battaglie.
Il nostro intento è quello dicontinuare a dare il nostro contributo di idee e progetti. 

Personalmente ho due speranze: la prima è quella di auspicare di essere all'altezza di chi mi ha preceduto e delle aspettative che i cittadini ripongono sul Movimento Bracciano Bene Comune.
La seconda speranza è quella di trovare anche in questo Consiglio Comunale, persone coraggiose che non si rassegnano alla barbarie; con cui, anche se da posizioni diverse, si possa comunque collaborare. Don Lorenzo Milani diceva che sortirne da soli – uscire dai problemi, dalle ingiustizie, da soli -  è da egoisti, uscirne insieme è la politica.
Ecco, spero tanto che questo sia uno spazio dove la politica è ancora possibile."
Massimo Guitarrini

Queste è un piccolo discorso, poche parole pronunciate per l'insediamento nel Consiglio Comunale di Bracciano per la surroga del Consigliere Elena Carone Fabiani. 

La doppia tragedia dei popoli in fuga* ------------> "Migranti, ma quale invasione"

Naar 6 anni, 12 giorni nel mezzo del mediterraneo, su una bagnarola schiacciato con 250 Siriani e Palestinesi in balia dei trafficanti e del mare in tempesta. Dhaki, un anziano signore proveniente dalla capitale della Siria, Damasco Siria faceva l’insegnante di lingua e che con due figli sul punto di diventare adulti, si è visto costretto ad abbandonare il suo paese, anche se non avrebbe mai voluto. Iyad, il padre di un bambino, aveva un negozio di telefonia, distrutto in seguito ad un bombardamento.

"Gli ultimi" di Cristiano Guitarrini  - olio su tela, cm130x80 -
Sono le storie, raccontate da operatori e volontari dell'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) di coloro che ce l’hanno fatta ad arrivare in Italia dopo mesi di viaggio, scappati da paesi dove la guerra e la povertà uccidono non solo le persone ma anche il futuro. Sono persone in cerca di migliori condizioni di vita, di sicurezza o in cerca di protezione internazionale perché perseguitate nei loro paesi, o perché fuggiti da guerre e conflitti.  L’art. 10 della nostra Costituzione, la Convezione di Ginevra, quella di Dublino e il nostro senso di appartenenza al genere umano ci dicono che sarebbe doveroso intervenire in queste emergenze umanitarie senza girarsi dall’altra parte, indifferenti al grido d’aiuto di questi popoli.

Invece dal ‘98 sono stati “lasciati morire” durante questa traversata della disperazione più di 16.000  persone. Nel 2011 l’ultimo anno di Ministero del leghista Maroni agli Interni sono morti nel mediterraneo 1500 persone. Invece dall'inizio dell’anno nonostante alcuni sforzi dell’operazione mare nostrum 500 persone. E’ incredibile come la politica piange davanti alle bare bianche dei bambini a Lampedusa ma poi fa poco e niente per evitare ciò che sarebbe evitabile. Anzi c’è chi specula e costruisce la propria carriera politica facendo leva sulle paure delle persone che si sentono sempre più insicure da un sistema economico e sociale in profonda crisi, puntando il dito sui nuovi capri espiatori. 
Sembra assurdo ma la gente è portata a credere che se le vengono tolte le garanzie sociali, se perde il lavoro, se non ci sono soldi per l’assistenza e se le nostre caotiche città sono sempre più invivibili non è responsabilità delle banche, degli speculatori, degli imprenditori disonesti che hanno approfittato e messo in ginocchio le economie di mezzo mondo. No,  è colpa di persone e bambini come Naar

Il destino beffardo ci fa scoprire che sono poi le stesse banche che finanziano i signori della guerra da cui sta fuggendo proprio Iyad. Le stesse banche salvate con le politiche dell’austerity (tagli alla sanità, istruzione, servizi sociali, agli investimenti, alla ricerca) e grazie ai 4500 miliardi di Euro che l’Europa ha stanziato negli ultimi anni (quasi il 40% della ricchezza prodotta in Europa in un anno).

Purtroppo non ci sono solo i soliti sciacalli, padani di professione che affrontano il tema in maniera completamente sbagliata prendendosela con l’Europa “che ci lascia soli a gestire un’emergenza umanitaria”. Per comprendere la mistificazione della psicosi da invasione occorre confrontarci con le cifre reali: sono circa 60.000 i profughi sbarcati dall'inizio dell'anno in Italia. Un numero importante, ma poco in confronto a ciò che accade di solito in Germania che nel 2013 sono arrivate 126.000 richieste d’asilo e in Francia 65.000;  ed è niente se confrontiamo queste cifre con il Libano, paese di 4milioni di abitati che accoglie circa 1milione di profughi provenienti dalla Siria.


Insomma non dovrebbe essere impossibile gestire un’emergenza come questa… se solo lo si volesse. Intanto continuiamo a contare i morti.

*Editoriale FiniestrAperta Settembre 2014

Tutto uguale a 2000 anni fa...

E' passata questa Pasqua nel nostro piccolo paese, Bracciano. 
Sembra essere tutto uguale a prima. Forse è tutto uguale a 2000 anni fa. 
I Farisei, tutta apparenza e poca sostanza, le passerelle dei politicanti sempre in prima linea rappresentano come allora il potere ipocrita e affaristico imposto dai sacerdoti del Sinedrio in combutta con i Mercanti nel Tempio: coloro che usano la religione per i propri piccoli e meschini interessi. 
Il Tempio oggi è ciò che dovremmo ritenere sacro, quello che ci rende umani e ci fa stare in comunione con gli altri tutto ciò che ci rende comunità: la Democrazia, i Beni comuni, la Costituzione oggi rappresentano i nostri templi laici; ma anche la nostra Terra è il nostro Tempio del mondo. E qui i  mercanti non sono sempre facili da identificare: sono coloro che manipolano e usano il tempio non per rendere lode a Dio, non per mettersi al servizio dei fratelli e delle sorelle ma per fare gli interessi dei poteri forti della finanza, delle banche, delle mafie usando in modo distorto la democrazia, sfruttando per interessi occulti i Beni comuni e compromettendo irreparabilmente la vita sulla Terra. Sono il vero motivo per cui milioni di poveri cristi vengono ancora crocefissi e sono anche il motivo perché credo nel riscatto sociale delle resurrezione. 

La mia Candidatura!


Ciao!

Se in questi anni hai seguito le mie vicende sai quanto per me è importante dedicare tempo ed energie nel sociale e nellassociazionismo. Infatti lavoro da 15 anni in unassociazione che si prende cura delle persone con disabilità occupandomi di formazione, progettazione sociale e promozione del volontariato.
A 40 anni ho raggiunto una sufficiente consapevolezza per vedere come le energie delle persone importanti nella mia vita, non sono mai andate disperse, anzi vivono e agiscono attraverso ognuno di noi. Sono cosciente che, se nella vita ho raggiunto qualche successo, è perché dentro di me operano la disponibilità e la sincera propensione verso gli altri di mia madre e di mia nonna, la creatività e la voglia di espressione che è propria di mio padre, lintegrità dei miei nonni e la passione per la giustizia sociale dei miei più cari amici.
Per me il mio lavoro, il volontariato e limpegno nella società sono vissuti soprattutto come Servizio: dallo scout, al volontario durante lalluvione in Piemonte, dal piccolo impegno in Africa dove il diritto e la dignità delle persone sono calpestate, alla sensibilizzazione del consumo critico e del commercio equo, dalla partecipazione al movimento No Global allimpegno per la pace e la nonviolenza attraverso la promozione di esperienze formative per i giovani, dal lavoro con le persone con disabilità allideazione di progetti sociali innovativi per il diritto allinclusione sociale.

Oggi sono qui per chiedere il tuo sostegno in un momento determinante per il futuro della cittadina in cui abito, Bracciano. Come sai viviamo un passaggio delicatissimo, a Maggio ci saranno le elezioni amministrative che determineranno la qualità della vita di tutti noi.
Infatti si stanno delineando alcuni progetti pericolosissimi per lo sviluppo della nostra cittadina.
  • Da una parte lo scenario rappresentato dalla lista del Colonnello Massi: che avvierà, come ha dimostrato in passato, un processo di cementificazione edilizia con lobiettivo di portare il nostro paese intorno ai 35.000 abitanti, praticamente TRE VOLTE più grande del Bracciano di 10 anni fa. In più farà fatica ad opporsi alla chiusura dellOspedale, visto che alla Regione cè unamministrazione dello stesso colore politico.
  • Dallaltra la lista di Sala che vuole vincolare leconomia di Bracciano sui rifiuti, che sta accordandosi con la Polverini per il raddoppio della discarica di Cupinoro cosicché la Regione possa realizzare un inceneritore a Pizzo Del Prete: a circa 5 kilometri in linea darea da Bracciano.
    Non oso immaginare le conseguenze tremende sulla qualità della nostra vita e sulla nostra salute che questi progetti, se realizzati, potranno determinare.

    Possiamo insieme fermare tutto questo!

    Si
    sta costruendo unalternativa pulita a questi mali che si stanno abbattendo sul nostro territorio. Bracciano Bene Comune, una lista civica fatta da persone competenti che vengono dal mondo del volontariato, dai movimenti e da quei partiti che si sono rifiutati di appoggiare le solite facce note. Solo per questo motivo ho scelto di candidarmi alle prossime elezioni amministrative al fianco di Elena Carone. Una donna che con i fatti ha dimostrato di avere a cuore il futuro di Bracciano, lavorando per 5 anni per potenziare lofferta dei Servizi Sociali sul territorio, promuovendo partecipazione e spazi di espressione sociale per tutti. Una persona coraggiosa che ha anteposto agli interessi personali il bene della comunità, che è stata capace di costruire alternative e possibilità concrete per tutti ma che, pagando in prima persona, ha saputo dire anche dei NO alle logiche dei clan politici locali.
    So che non mi mancherà il tuo prezioso sostegno, perché so che è anche tuo interesse che i nostri figli e i nostri nipoti possano crescere in un ambiente dove sia bello e sano vivere.
    Sono convinto profondamente che la costruzione del Bene Comune e della pace passa attraverso la cura del creato, la qualità delle relazioni che tessiamo, lattenzione e lascolto dei bisogni di tutti a partire dalle esigenze dei più deboli, di chi vive in situazione di difficoltà.
    Questi sono i valori importanti che sono al centro della mia vita, vorrei che fossero anche al centro di una nuova politica della nostra cittadina.
    Ti abbraccio con affetto
              Saluti di Pace
         Massimo Guitarrini

    P.S. : Se vuoi sostenermi attivamente oltre al tuo voto, puoi far parte del nostro comitato elettorale, con un tuo minimo impegno puoi fare la differenza per il Bene Comune di Bracciano non esitare a contattarmi al 329.2965166info@maxguitarrini.com


Liste di leva: il manifesto che fa rumore, ma non richiama nessuno

In questi giorni sui social di Bracciano - ma anche in altri Comuni d’Italia - gira il manifesto comunale sulla “ Formazione della lista di ...