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Carote, uova, caffè

Una ragazza andò dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così
dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto, era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto.
Presto l'acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.
Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un piattino, così fece anche con l'uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: "Dimmi cosa vedi."

"Una carota, un uovo e del caffè", rispose la figlia. La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota: lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l'uovo e di romperlo: dopo averne tolto il guscio, notò l'uovo indurito dalla bollitura. Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva. Poi, chiese alla madre:

"Che cosa significa tutto questo?"

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l'acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo diverso. La carota era entrata nell'acqua forte e dura.... ma dopo aver lottato con l'acqua bollente era diventata debole e priva di forza. L'uovo era entrato nell'acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo cuore tenero, ma dopo aver lottato con l'acqua bollente, sembrava sempre lo stesso ma in realtà si era indurito e il suo interno era amareggiato e inaridito.”

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell'acqua bollente, esso aveva agito sull'acqua e l'aveva trasformata! Il caffè aveva cambiato l’elemento che gli causava dolore, infatti nel punto di ebollizione aveva raggiunto il suo migliore aroma e sapore.
"Con quale di questi tre ti identifichi?", chiese la madre alla figlia.


Sono convinto che ognuno di noi ha una fragranza e un'aroma speciale; e come tutte le cose buone e belle vanno offerte, in modo da condividere con gli altri il calore di una buona tazza di caffè.

Doni

Ciò che sta alle nostre spalle, come ciò che sta davanti a noi,
è piccola cosa rispetto a ciò che si trova
dentro di noi.
E quando portiamo nel
mondo esterno quello che è dentro di noi,
accadono miracoli.
Henry David Thoreau


Tanti sono i doni che ognuno di noi può regalare agli altri. Dentro ognuno di noi ci sono potenti energie che possono illuminare la nostra vita e di conseguenza la vita delle persone che ci stanno vicino.
Disponibilità, coraggio, immaginazione, dolcezza, affetto, cura, condivisione, entusiasmo curiosità, gioia, gratitudine; tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, ricevuto oppure offerto questi importanti doni. Ciò, con la nostra strordinaria unicità e bellezza che è propria della varietà umana, ha un potente effetto moltiplicatore che non riusciamo ad immaginare. Il vero miracolo di cui parla Thoreau secondo me è proprio questo: piccoli semi che possono diventare piante da frutto, le quali a loro volta possono dare nuovi semi capaci di germogliare nuovamente nei cuori degli altri.

Uildm Mentoring Program



Sta per partire la seconda edizione del Mentoring training !
Quest'anno abbiamo un completo programma di formazione strutturato in questo modo:

Mentoring Training: dal 6 all'8 Maggio (3 intensive giornate in cui si possono acquisire le competenze sul Mentoring)


Mentor in Youth in Action: 13 e 14 Maggio (un modulo specifico per chi ha fatto Mentoring Training sulla sua applicazione nel programma Europeo Gioventù in azione)


Workshop Mentoring: 21 Maggio (1 giornata per confrontarci sulla applicazione del mentoring nelle scuole e nelle esperienze di apprendimento non formale con i giovani con necessità speciali)


7 Ottimi motivi per partecipare al UILDM MENTORING PROGRAM


1. Saprai impostare una relazione di fiducia

2. Potrai Creare un ambiente che facilità l'apprendimento

3. Imparerai ad Ascoltare attivamente


4. Favorirai l'apprendimento attraverso l'esperienza


5. Saprai gestire un colloquio di consulenza e orientamento


6. Aiuterai a trasformare i sogni e i desideri in progettualità concrete


7. Conoscerai varie esperienze di apprendimento non formale (Youth in Action, Servizio Civile, Volontariato, Youth Camp etc… )



Il UILDM MENTORING PROGRAM sono 3 Training differenti che mirano a formare Mentors che potranno utilizzare queste competenze in ambito educativo, nelle relazioni di aiuto e nel sostegno del processo di crescita e di autonomia dei giovani. I nostri Mentors sono persone che aiutano e sostengono la crescita e lo sviluppo delle competenze dei giovani con disabilità e in generale di giovani con bisogni speciali.

Concretamente offrono il loro tempo lavorando nel:


Orientamento dei giovani con disabilità nei progetti di Volontariato dell'Unione Europea


Accompagno dei giovani con disabilità nelle Visite Preliminari in Europa


Accoglienza dei giovani con necessità speciali


Sostegno attivo di progetti Uildm sul territorio


In più …

-)Avranno accesso alla formazione continua dei Programmi della Commissione Europea riservata agli operatori e volontari delle organizzazioni che lavorano con il programma Youth in Action;


-) Avranno la possibilità di presentare progettualità sociali con la nostra collaborazione.


A chi sono rivolti i Training?

Ad Operatori Sociali, Assistenti Educativi Culturali, Volontari, Animatori, Educatori Giovanili, Tutor, assistenti sociali, a tutti coloro che lavorano con la disabilità , a studenti e giovani che desiderano acquisire esperienze nel no-profit. A coloro che sono interessanti ad acquisire strumenti educativi di apprendimento non formale e il learning by doing. Coloro che vogliono sperimentare strumenti innovativi di aiuto ai giovani con necessità speciali. Ma soprattutto a quanti sono interessati ad acquisire competenze trasversali per relazionarsi con efficacia nei rapporti interpersonali. Per coloro che non temono il cambiamento. Per le persone che vogliono mettersi in gioco e scoprire la profondità dell'altro senza il timore di incontrare se stessi.

Iscriviti ORA ai Training


hai poco tempo e ci sono pochi posti!


Richiemi il programma completo!

Chiamami per avere notizie più dettagliate sono a tua completa disposizione


06-66 04 88 86

06- 66 04 88 74

Il viaggio non finisce mai...

“… Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia
e ha detto:“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto,
vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si era visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
vedere con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto,
l’ombra che non c’ era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”

José Saramago “Viaggio in Portogallo”.
( Immagine: Un piccolo bagaglio - Cristiano Guitarrini - Olio su tela)

Il nostro Libretto di Istruzioni

Se fossimo oggetti acquistabili in un grande magazzino, forse avremmo un libretto di istruzioni, una garanzia e magari un numero verde a cui chiamare per chiedere informazioni o fare reclami.

Sfortunatamente non abbiamo questo libretto e spesso facciamo fatica a capire come "funzioniamo" o come "funzionano gli altri". Però intuiamo che lavorando con noi stessi e scoprendo i nostri meccanismi, potremmo funzionare proprio meglio.
Molti passano la vita a rispodere all'esortazione del "conosci te stesso" proprio perchè sanno che è impossibile avere un'esperienza piena del mondo senza sapere come funziona la nostra mente, che tipo di bisogni abbiamo, come reagiamo di fronte ad alcuni stimoli. Chi di noi ha fatto o ancora sta facendo questo percoso di conoscenza di sè, sa però che è impossibile separare i due momenti: prima studio me stesso e poi faccio esperienza del mondo. Noi siamo già nel mondo, interagiamo con esso in ogni istante, siamo sempre in relazione con qualcosa o con qualcuno; e in ogni singolo istante migliaia di stimoli arrivano alla nostra mente... così siamo costretti a fare tentativi, rispondere ai nostri bisogni, cercare di comprendere cosa ci sta dicendo l'altro, che bisogni ha, possiamo fidarci o dobbiamo difenderci ? Tutto in quella frazione di secondo. Ma quanto apprendimento c'è in quell'istante? Quanto possiamo imparare di noi stessi quando siamo in relazione ?
"Non si diventa uomini completi da soli, ma unicamente assieme agli altri…". D.Bonhoeffer, Resistenza e resa

La storia di Cappuccetto Rosso raccontata dal Lupo

Le storie hanno sempre almeno due punti di vista... questo è uno poco conosciuto, infatti non si da mai lo giusto spazio alle ragioni del Lupo ... Vi invito ad ascoltare attentamente la sua versione.

"La foresta era la mia casa.
Ci vivevo e ne avevo cura. Cercavo di tenerla linda e pulita. Quando un giorno di sole, mentre stavo ripulendo della spazzatura che un camper aveva lasciato dietro di sé, udii dei passi. Con un salto mi nascosi dietro un albero e vidi una ragazzina piuttosto insignificante che scendeva lungo il sentiero portando un cestino. Sospettai subito di lei perché vestiva in modo buffo, tutta in rosso, con la testa celata come se non volesse farsi riconoscere.
Naturalmente mi fermai per controllare chi fosse. Le chiesi chi era, dove stava andando e cose del genere. Mi raccontò che stava andando a casa di sua nonna a portarle il pranzo. Mi sembrò una persona fondamentalmente onesta, ma si trovava nella mia foresta e certamente appariva sospetta con quello strano cappellino. Così mi decisi di insegnarle semplicemente quanto era pericoloso attraversare la foresta senza farsi annunciare e vestita in modo così buffo. La lasciai andare per la sua strada, ma corsi avanti alla casa di sua nonna. Quando vidi quella simpatica vecchietta, le spiegai il mio problema e lei acconsentì che sua nipote aveva immediatamente bisogno di una lezione. Fu d’accordo di stare fuori dalla casa fino a che non l’avessi chiamata, di fatto si nascose sotto il letto. Quando arrivò la ragazza, la invitai nella camera da letto mentre io mi ero coricato vestito come sua nonna. La ragazza tutta bianca e rossa, entrò e disse qualcosa di poco simpatico sulle mie grosse orecchie. Ero già stato insultato prima di allora, così feci del mio meglio suggerendole che le mie grosse orecchie mi avrebbero permesso di udire meglio.
Ora, quello che volevo dire era che mi piaceva e volevo prestare molta attenzione a ciò che stava dicendo, ma lei fece un altro commento sui miei occhi sporgenti. Adesso puoi immaginare quello che cominciai a provare per questa ragazza che mostrava un aspetto carino ma che era evidentemente una bella antipatica. E ancora, visto che per me è ormai un atteggiamento acquisito porgere l’altra guancia, le dissi che i miei grossi occhi mi servivano per vederla meglio. L’insulto successivo mi ferì veramente. Ho infatti questo problema dei denti grossi. E quella ragazzina fece un commento insultante riferito a loro. Lo so che avrei dovuto controllarmi, ma saltai giù dal letto e ringhiai che i miei denti mi sarebbero serviti per mangiarla meglio. Adesso, diciamo la verità, nessun lupo mangerebbe mai una ragazzina, tutti lo sanno; ma quella pazza di una ragazzina incominciò a correre per casa urlando, con me che la inseguivo per cercare di calmarla. Mi ero tolto i vestiti della nonna, ma è stato peggio. Improvvisamente la porta si aprì di schianto ed ecco un grosso guardiacaccia con un’ascia. Lo guardai e fu chiaro che ero nei pasticci. C’era una finestra aperta dietro di me e scappai fuori. Mi piacerebbe dire che è la fine di tutta la faccenda, ma quella nonna non raccontò mai la mia versione della storia. Dopo poco incominciò a circolare la voce che io ero un tipo cattivo e antipatico e tutti incominciarono a evitarmi.
Non so più niente della ragazzina con quel buffo cappuccio rosso, ma dopo quel fatto non ho più vissuto felicemente."

Lief Fearn

Un Rivoluzionario Silenzioso

Carl Rogers



“Non ho pensato neanche per un istante che avessimo fatto cose che avrebbero avuto un impatto di portata mondiale. Quello che abbiamo fatto è stato mostrare che il cambiamento è possibile, che la riconciliazione è possibile, la riduzione delle tensioni è possibile se è presente un clima centrato sulla persona, facilitante. 
E questo significa moltissimo per me. Quello su cui abbiamo lavorato è più essenziale della soluzione dei problemi; abbiamo lavorato per aiutare le persone a comprendersi l’un l’altra, a comunicare l’una con l’altra, e questo, sento, rappresenta una base molto più realistica per la soluzione delle questioni specifiche.”
Carl Rogers

Rogers ha cambiato, non solo la psicologia, ma il modo di approcciarsi alle relazioni. Per questo nel '87 fu candidato al Premio Nobel per la Pace.

Diventa Mentor con il UILDM Mentoring Training

Fai la differenza!
Essere Mentor significa fare la differenza nel processo di autonomia dei giovani necessità speciali. Li preparerai e li accompagnerai in un vero e proprio viaggio di scoperta delle potenzialità. Li aiuterai a mettersi in gioco e a esplorare nuove possibilità.
Il Mentoring Training è un corso di Formazione che mira a formare Mentors che potranno essere inseriti nel lavoro del network europeo “To Get There” della Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare ONLUS.
Il Corso mira a formare Mentors che sapranno:
• Impostare una relazione di fiducia
• Creare un ambiente che facilità l’apprendimento
• Ascoltare attivamente
• Favorire l’apprendimento attraverso l’esperienza
• Conoscere il funzionamento dei Programma Europeo Youth in Action
• Come costruire un progetto di Servizio Volontario Europeo
• Elementi di Project Cycle Managment
• Gestire di un colloquio di consulenza e orientamento
• Facilitare l’apprendimento in ambiente Interculturale
• Gestire dinamiche di gruppo
• Progettare un Campo di lavoro per Volontari Europei con necessità speciali in Italia

I Mentors UILDM sono giovani volontari che aiutano e sostengono la crescita e lo sviluppo delle competenze dei giovani con disabilità e in generale di giovani con bisogni speciali, durante le attività in ambito Europeo di apprendimento non formale.

Concretamente lavorano nel:

  • Orientamento dei giovani con disabilità nei progetti di Volontariato dell’Unione Europea
  • Accompagno nelle Visite Preliminari in Europa dei giovani con disabilità
  • Accoglienza dei giovani con necessità speciali
  • Sostegno attivo di progetti Uildm in ambito Europeo

In più …

  • Avanno accesso alla formazione continua dei Programmi della Commissione Europea riservata agli operatori e volontari delle organizzazioni che lavorano con il programma Youth in Action
  • Avranno la possibilità di presentare progettualità sociali con la nostra collaborazione



Metodologia e Tempi:
La metodologia utilizzata negli incontri di formazione è propria dei gruppi d’animazione sociale, dei training formativi. Predilige l’utilizzo del materiale esperenziale di ciascuno privilegiando l’aspetto relazionale piuttosto che quello cognitivo. I percorsi pensati, comprendono momenti elaborativi realizzati attraverso l’uso di strumenti quali tecniche narrative, di drammatizzazione, audiovisive, simulazione e giochi di cooperazione.



Durata: 20 ore di formazione strutturate in 8 incontri con cadenza settimanale
Il Corso si svolgerà i Giovedì dalle 18.00 alle 20.30 - indicativamente nei seguenti giorni:

11 Febbraio - 4 Marzo - 11 Marzo - 18 Marzo -1 Aprile -8 Aprile - 15 Aprile - 22 Aprile

Contributo spese minimo : 60 € al momento dell’iscrizione

Destinatari: Youth Leader, Operatori sociali, Volontari, ex-volontari in Servizio Civile o EVS che desiderano acquisire esperienze nel no-profit. Quanti siano interessati ad acquisire competenze relazionali in ambito interculturale e desiderano fare esperienze di protagonismo attivo in progettualità di cooperazione e volontariato all’estero in ambito EU, nel programma Gioventù in Azione. Coloro che sono interessanti a acquisire strumenti educativi di apprendimento non formale e il learning by doing. Coloro che vogliono sperimentare strumenti innovativi di aiuto di giovani con necessità speciali.


Il Corso è riservato a massimo 18 partecipati
Iscrizioni entro il 5 febbraio 2010 .

Info: presso UILDM Sez. Laziale Onlus
Via P. Santacroce 5
00167 Roma
info@maxguitarrini.com
mida@uildmlazio.com



SCHEDA DI ISCRIZIONE

Un Natale di Pace per Tutti !

Una splendida Storia di Natale che scalda il cuore... codice fiscale

Il racconto è incentrato sui rapporti tra un tabaccaio di Brooklyn, Auggie Wren, e uno scrittore, Paul, che deve redigere un racconto di Natale su richiesta del New York Times.
In crisi di ispirazione, Paul si ritrova a confidare le sue perplessità ad Auggie che si offre di raccontargli la migliore novella di Natale che Paul abbia mai ascoltato. Così, seduti all’interno di una tavola calda nel cuore della vecchia Brooklyn, il tabaccaio racconta allo scrittore come si è procurato la macchina fotografica che ha fatto nascere la sua passione per la fotografia.
La storia risale a dodici anni prima e si svolge a Brooklyn.
Dopo aver subito un furto da parte di un ragazzino, Auggie, nel vano tentativo di rincorrerlo, trova il portafoglio del ladruncolo,completo di indirizzo e di foto. Per compassione, decide di non denunciarlo e –la mattina di Natale- pensa di riportarlo al legittimo proprietario.
Si reca quindi a casa del ragazzo, in un quartiere piuttosto malfamato e popolare di Brooklyn, e gli apre la porta un’anziana signora, cieca, che - volutamente - scambia Auggie per il nipote, passato a trovarla per il giorno di Natale. Il tabaccaio si presta al gioco e la strana coppia finisce per passare insieme tutta la giornata di festa.

Una volta finito di cenare, l'anziana donna si addormenta e Auggie ne approfitta per andare in bagno dove trova sei o sette macchine fotografiche; pensando fossero il bottino di una rapina recente, Auggie ne prende una, pur non avendo mai rubato nulla e pur non avendo mai fatto una foto in vita sua. Non volendo svegliare la donna, Auggie lascia il portafoglio su un tavolo e va via.
A questo punto lo scrittore, affascinato dal racconto, chiede al tabaccaio se è mai più andato a trovarla e Auggie risponde che qualche mese dopo, sentendosi in colpa per il furto, era tornato per restituirle la macchina, ma l’anziana signora non abitava più là e al suo posto c’era un nuovo inquilino.
Paul allora riflette sul fatto che probabilmente la signora era morta e che quindi Auggie aveva passato con lei il suo ultimo Natale, facendo così una buona azione. Il tabaccaio non è convinto di aver fatto una buona azione, ma allo stesso tempo è contento perché finalmente Paul ha la sua storia.
Il racconto si chiude con Paul che si chiede se la storia raccontata da Auggie sia vera.


Storiella cinese

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
"Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise:
"Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso?
È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola.
Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa
".

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Perciò, miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi di annusare i fiori dal vostro lato del sentiero....

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade

Se non sempre sei consapevole delle possibilità che hai di fronte. Se spesso davanti ad un problema pensi di non avere molte alternative: o sei accomodante, passivo, o reagisci e tagli i ponti... gliene dici 4... la fai finita con questa storia. Se a volte ti senti costretto... Se pensi di non avere scelta, se senti triste e senza potere sulla tua vita.
Se alcuni momenti ti vedi ad un bivio, con davanti due strade ed entrambe non ti sembrano il massimo... non temere qualcuno pensandoti ha scritto questo per te:
"Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono eguali. Non conducono in nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare."

Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di don Juan (A Scuola dallo Stregone)


"Non esiste una strada al cui termine ci attende la felicità.
La felicità è la strada stessa che percorriamo."
Wayne Dyer

Agire la consapevolezza

Sei nato con un potenziale.
Sei nato con bontà e fiducia.
Sei nato con ideali e sogni.
Sei nato con un dono.
Sei nato con le ali.
Non sei destinato a strisciare,
perciò non farlo.
Hai le ali, impara a usarle e vola.
Jelaluddin Rumi

Si possono leggere milioni di libri, imparare nuove teorie, venire a conoscenza di antichi segreti e così avere la percezione che stiamo portando avanti qualcosa di importante per la nostra vita. Ma non sempre è così.
Le nuove idee stanno nella nostra mente ma, nel momento in cui si tratta di praticarle, come quando il tuo collega ti chede aiuto e ha bisogno di entusiasmo, o quando hai a che fare con quella persona così difficile, nulla cambia.
Le nuove teorie intellettualizzate sono poi filtrate da vecchi modelli che condizionano da sempre il nostro comportamento. Così ciò che agiamo raramente somiglia alle nuove idee. Possiamo pensare di intraprendere un viaggio meravoglioso per raggiungere mete che sappiamo essere fantastiche ma se continuamo a percorrere sempre la stessa strada, in più sempre con lo stesso catorcio di auto, difficilmente arriveremo da qualche parte.
Sapere è completamente diverso da essere consapevole ed essere consapevole é diverso da interiorizzare.
Siamo in una condizione in cui ricerchiamo qualche verità che possa cambiare la nostra vita. Avvertiamo che abbiamo bisogno di qualche cambiamento per cui cerchiamo qualcosa. Cercando possiamo ottenere il sapere. Se ci fermiamo qui, niente può cambiare nella nostra vita. Possiamo apparire intelligenti e dotti, ma in noi nulla è cambiato. Infatti avere le informazione senza essere consapevoli di noi stessi non determina il cambiamento che cerchiamo.
Acquisire la consapevolezza di chi siamo e rendersi conto dei vecchi modelli che condizionano i nostri comportamenti è il passo successivo. Ora conosciamo dove vogliamo arrivare, abbiamo trovato una buona strada e sappiamo cosa ci ha impedito di percorrerla sin ora, ma ancora questa non è la nostra strada. Sono consapevole ma ancora agisco secondo i vecchi schemi.
Il passo successivo è quello dell'interiorizzazione.
Per interiorizzare occorre liberarsi da tutti gli schemi e i meccanismi limitanti e sostituirli con dei nuovi modelli che possono facilitare il cambiamento. Infatti interiorizzare significa vivere ed agire la consapevolezza: non c'è separazione tra quello che facciamo e quello che pensiamo.



Storia di una Stella: fare la differenza

C’era una volta un uomo saggio che quando doveva scrivere andava a cercare ispirazione su una spiaggia, di fronte all’oceano.
Un giorno mentre, si avvicinava al suo solito posto, vide in lontananza qualcuno che si muoveva come se stesse ballando. L’uomo non riuscì a trattenere un sorriso pensando a qualcuno che danzava sulla spiaggia, magari per celebrare un giornata tanto bella, e si affrettò per raggiungere il ballerino. Avvicinandosi si accorse che si trattava di un giovane e che quello che sembrava una danza era in realtà qualcosa di completamente diverso. Il giovane si chinava sulla spiaggia, raccoglieva piccoli oggetti che poi lanciava nell’oceano. Si avvicinò ancora e gridò: "Buon giorno! Posso chiederti che cosa stai facendo?" Il giovane si fermò un attimo, lo guardò e rispose:
"Sto lanciando stelle marine nell’oceano".
"A questo punto" disse il saggio "non posso fare a meno di chiederti perché lo fai…" Il giovane rispose: "Il sole è alto e la marea sta ritirandosi. Se non le ributto in acqua moriranno." Sentita la risposta del giovane il saggio sorrise ancora e commentò: "Amico mio, non ti rendi conto che ci sono chilometri di spiaggia e non si vedono che stelle marine? Che differenza vuoi che faccia il ributtarne in mare qualcuna?"
A quel punto il giovane si chinò un’altra volta, raccolse un’altra stella marina e la buttò nell’oceano. Appena vide la stella toccare l’acqua disse: "per questa di sicuro ha fatto la differenza!"

"Il Lanciatore di Stelle marine" di Loren Eiseley 1907 - 1977

Il coraggio della Felicità


Sta iniziando questo nuovo anno. Qualcuno protrebbe dire che questo è un giorno come un altro, che non c'è differenza tra quello che è oggi e quello che era ieri. Infatti come sappiamo il nostro modo di contare il tempo, la storia è solo una convenzione. Per altre culture oggi non è il 1 gennaio 2009, ad esempio, oggi per i Mussulmani è il 4 -1 (muharram) -1430 che per la numerazione degli anni usano l'era dell'Egira (che inizia il 16 luglio 622; l'anno è quella della migrazione di Maometto dalla Mecca a Medina, avvenuta in effetti il 20 settembre 622).

Per i cinesi oggi pare che sia il Ciclo 78 Anno 戊子 Wu Zi [25] 4645 Mese 12 Giorno 6. Il calendario cinese è un calendario lunisolare diviso sia in mesi lunari sia in periodi solari, ed è basato esclusivamente su eventi astronomici. I mesi sono lunari veri, cominciano nel momento della luna nuova a Pechino e si indicano con numeri progressivi. In occidende se Napoleone il 31 Dic 1805 non avesse ripristinato il nostro calendario gregoriano forse oggi sarebbe Duodi 12 Nivose 217 .

Il calendario civile usato ancora oggi in tutto l'occidente è fondamentalmente quello romano riformato da Giulio Cesare nel 45AC e adattato poi dai cristiani che ne hanno fatto il calendario religioso. L'ultima piccola variante fu introdotta nel 1582 dalla Chiesa Cattolica sotto il pontificato di Gregorio XIII, dal quale deriva il nome di calendario gregoriano tutt'ora usato per designare il nostro calendario.

Insomma ci sono e forse ci saranno molti modi di contare il tempo che passa. Quello che non cambierà mai è il modo il cui noi ci relazioniamo con il tempo. Contare i giorni è come appuntare sul taccuino dell'umanità la nostra vita, quella di chi ci ha preceduto e anche quella di chi ci succederà. Quello che rimmarrà di noi saranno sempre le due date: il giorno della nostra nascita e quello della nostra uscita di scena. Quando studiamo i grandi personaggi della storia ricordiamo per prima cosa le loro date di nascita e di morte.

La differenza è come viviamo tra queste due date, se sono solo numeri e convenzioni in cui la nostra vita è collocata, in cui subiamo gli eventi ... o possiamo veramente decidere che questo tempo che passiamo è un tempo straordianario, fantastico e soprattutto irripetibile. Se siamo consapevoli della unicità di ogni istante che viviamo non possiamo non festeggiare ogni momento, ogni giorno. E quando passa un altro anno per l'umanità non possiamo non sperare che la nostra storia possa essere migliore, che possiamo avere il coraggio di cambiare in meglio le nostre vite in modo da riempire di significato il tempo che passa. Non possiamo non augurarci il bene, la felicità che è sempre alla nostra portata è sempre dietro l'angolo... basta avere il coraggio di cercarla.

Buon anno !

Mi sono perso dentro un albero

Mi sono perso dentro un albero.
L'ho abbracciato e sono penetrato in lui.
Di linfa mi sono imbevuto cosicchè il sole mi ha innalzato.
Leggero come le fronde e profondo come radici, accoglievo il vento del sud.
Ah! Quel vento del sud così mite e selvaggo,
soffiando mi porta storie senza patria.
Soffia il canto di Salamowit, bambina africana dalle scarpe rotte.
Soffia la brezza di Cristina, donna senza lavoro e madre.
Soffiano le inquietudini di braccia ormai consumante da martellanti umiliazioni.
Soffiano le fraganze sbocciate degli amanti.
Soffia l'amore alato, quello che ti lascia volare.
Soffiano anche le mie aridità, spesso così seducenti.
Da qui di tutto mi nutro e apro le braccia all'essenziale.
Max '96

Costruttori di ponti , saltatori di muri...esploratori di frontiere

C’è un’ identità da ridisegnare, nella complessità dei problemi di oggi. Ci sono obiettivi e itinerari da delineare per sostenere e orientare la formazione personale di chi vuole incidere in ambito sociale, di chi sceglie la qualità invece che la quantità. Di chi vuole essere un bravo “costruttore di ponti , un saltatore di muri o un esploratore di frontiere.” (grande A. Langer !!!!)
Penso ci siano sfide da cogliere dalle richieste del quotidiano.
Non credo che si possa pensare che la situazione presente della nostra società sia tale da “lasciar fare”. Forse non è nemmeno sufficiente quel “fare” dall’alto, sicuramente pieno di buona volontà, ma il distacco dato dalla verticalità dell’azione spesso non porta grandi risultati.
D’altra parte intellettuali come Pasolini avevano già denunciato la tendenza a rendere già scontato l’individuo e a ridurlo a mero campione statistico:

Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali o nevrotici, vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita. Non vogliamo essere così sicuri, non vogliamo essere già così senza sogni.

Siamo necessariamente destinati all’autoeducazione che si realizza dalla “pratica della realtà”. Immergendosi nella realtà si riesce a trasformarla. Non è sufficiente vivere “per” qualcuno, “per” qualche categoria sociale e “per” un idea. Ma è importante vivere “con” qualcuno, “con” un idea…. Perché le sfide dell’oggi ci richiedono interventi di base.
E’ cambiando le strutture della quotidianità che possiamo esprimere pienamente noi stessi. E’ aumentando le nostre capacità di ascolto di noi stessi e dell’altro che possiamo “essere la via”. All’interno dei mezzi ci sono dentro i fini.
Nel come, nel cosa e nel chi c’è già il dove.

Smoke: -"Quello è il mio angolo dopotutto"-

Scena 10 (pag. 41)Interno, notte. Appartamento di Auggie
Auggie e Paul sono seduti al tavolo di cucina. ln alto a destra di ogni foto c’è una piccola e
che contenitore aperto di cibo cinese, il piano è quasi interamente occupato da grandi album di fotografie con la copertina nera. In tutto sono quattordici, e sulla costola di ciascuno c’è l’annata, dal 1977 al 1990. L’album del 1987 è aperto sulle ginocchia di Paul. Primo piano di una pagina dell’album con sei foto in bianco e nero dello stesso posto: l’ angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto del mattino. Nell’angolo in alto a destra di ogni foto c’è una piccola etichetta bianca con la data: 9.8.87, 10.8.87, 11.8.87 eccetera. Paul volta pagina e vediamo sei foto analoghe a quelle di prima. Paul volta pagina di nuovo: stessa cosa. Un’altra pagina: stessa cosa.
PAUL (stupefatto) Sono tutte uguali.
AUGGIE (sorridendo, fiero di sè) Esatto. Più di quattromila foto dello stesso posto: l’angolo tra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l’altro fotografati con ogni sorta di tempo.
Ecco perchè non posso mai prendermi una vacanza. Devo essere là ogni mattina. Ogni mattina nello stesso posto allo stesso momento..
PAUL (sbigottito. Gira una pagina, poi un’altra) Non ho mai visto niente del genere.
A
UGGIE E’ una mia idea. Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita.
PAUL (depone l’album e ne prende un altro, sfoglia le pagine e vede la stessa cosa. Scuote la testa sconcertato) Incredibile. (Cercando di essere cortese) Ma non sono certo d'averne colto il senso.
Voglio dire, com’è che ti è venuta l’idea?
AUGGIE Non lo so, mi è semplicemente venuta. Quello è il mio angolo dopotutto. E’ una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lì come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino.
PAUL (sfogliando l’album e scuotendo ancora la testa) Sono senza parole.
AUGGIE (sempre sorridendo) Non capirai mai se non rallenti, mio caro.
PAUL Che vuoi dire?
AUGGIE Che vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie.
PAUL Ma sono tutte uguali.
AUGGIE Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall’altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c’è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gente con cappotto e stivali e gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta è diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un’inclinazione diversa.
PAUL (sollevando gli occhi dall’album e guardando Auggie) Rallentare, eh?
AUGGIE Si, questo è il mio consiglio. Sai com’è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
Primi piani dell’album. Le foto, una per volta, occupano tutto lo schermo. L’idea di Auggie scorre davanti ai nostri occhi: lo stesso posto alla stessa ora in diversi momenti dell’anno. Primi piani delle diverse facce di ogni foto. In foto differenti appaiono le stesse persone che qualche volta guardano l’obiettivo, qualche volta altrove. Dozzine di fotogrammi. Infine vediamo un primo piano di Ellen morta qualche mese fa, la moglie di Paul. Primo piano della faccia di Paul.
PAUL Gesù guarda, è Ellen
La cinepresa si allontana. Auggie è chino sulla spalla di Paul che indica la faccia di Ellen.
AUGGIE Sì, è lei. Compare in parecchie foto di quell’anno. Credo che stesse andando al lavoro.
PAUL (commosso fino alle lacrime) E’ Ellen, guardala, guarda il mio dolce amore.
Dissolvenza in chiusura.

Crescita Vs.Cambiamento

Molti intrapendono un percorso esperenziale, come il volontariato o un percorso formativo, rimanendo ancorati fortemente al proprio ego. Non c'è nulla di sbagliato in questo. E' quella che molti chiamano resistenza al cambiamento. Da una parte desideriamo un cambiamento nella nostra vita, però non sono ancora pronti alla crescita e frenaniamo il nostro sviluppo personale.
Sappiamo però, che i cambiamenti veri si possono attuare solamente quando la persona è disponibile ad investire sul proprio sviluppo che è alla base del cambiamento. Quando vi è una predisposizione all'apertura al nuovo e all'altro allora possiamo rivelare veramente noi stessi. Ma questo dovrebbe essere vissuto come un incidente. se diventa lo scopo del nostro agire, si rompe la magia... si chiude la possibilità dell'incontro e ci si rivolge sempre alla nostra solitudine.
A volte avviare un cambiamento immediato apre a nuovi spazi, tempi ed energie e educa la persona alla vera crescita. Altre volte cambiare risponde solo al desiderio di fuga da una problema o situazione che ci mette a disagio ... così invece di cogliere l'opportunità di approfondire la conoscenza di noi stessi... cambiamo!
Occorre chiederci se abbiamo la voglia di investire sulla crescita personale, come elemento indispensabile per avviare il cambiamento profondo o se, al contrario, se siamo interessati in qualcosa di completamente diverso.
Scoprire se stessi nella relazione con l'altro,

Liste di leva: il manifesto che fa rumore, ma non richiama nessuno

In questi giorni sui social di Bracciano - ma anche in altri Comuni d’Italia - gira il manifesto comunale sulla “ Formazione della lista di ...