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Mi sono perso dentro un albero

Mi sono perso dentro un albero.
L'ho abbracciato e sono penetrato in lui.
Di linfa mi sono imbevuto cosicchè il sole mi ha innalzato.
Leggero come le fronde e profondo come radici, accoglievo il vento del sud.
Ah! Quel vento del sud così mite e selvaggo,
soffiando mi porta storie senza patria.
Soffia il canto di Salamowit, bambina africana dalle scarpe rotte.
Soffia la brezza di Cristina, donna senza lavoro e madre.
Soffiano le inquietudini di braccia ormai consumante da martellanti umiliazioni.
Soffiano le fraganze sbocciate degli amanti.
Soffia l'amore alato, quello che ti lascia volare.
Soffiano anche le mie aridità, spesso così seducenti.
Da qui di tutto mi nutro e apro le braccia all'essenziale.
Max '96

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