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Carote, uova, caffè

Una ragazza andò dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così
dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto, era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto.
Presto l'acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.
Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un piattino, così fece anche con l'uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: "Dimmi cosa vedi."

"Una carota, un uovo e del caffè", rispose la figlia. La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota: lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l'uovo e di romperlo: dopo averne tolto il guscio, notò l'uovo indurito dalla bollitura. Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva. Poi, chiese alla madre:

"Che cosa significa tutto questo?"

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l'acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo diverso. La carota era entrata nell'acqua forte e dura.... ma dopo aver lottato con l'acqua bollente era diventata debole e priva di forza. L'uovo era entrato nell'acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo cuore tenero, ma dopo aver lottato con l'acqua bollente, sembrava sempre lo stesso ma in realtà si era indurito e il suo interno era amareggiato e inaridito.”

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell'acqua bollente, esso aveva agito sull'acqua e l'aveva trasformata! Il caffè aveva cambiato l’elemento che gli causava dolore, infatti nel punto di ebollizione aveva raggiunto il suo migliore aroma e sapore.
"Con quale di questi tre ti identifichi?", chiese la madre alla figlia.


Sono convinto che ognuno di noi ha una fragranza e un'aroma speciale; e come tutte le cose buone e belle vanno offerte, in modo da condividere con gli altri il calore di una buona tazza di caffè.

Doni

Ciò che sta alle nostre spalle, come ciò che sta davanti a noi,
è piccola cosa rispetto a ciò che si trova
dentro di noi.
E quando portiamo nel
mondo esterno quello che è dentro di noi,
accadono miracoli.
Henry David Thoreau


Tanti sono i doni che ognuno di noi può regalare agli altri. Dentro ognuno di noi ci sono potenti energie che possono illuminare la nostra vita e di conseguenza la vita delle persone che ci stanno vicino.
Disponibilità, coraggio, immaginazione, dolcezza, affetto, cura, condivisione, entusiasmo curiosità, gioia, gratitudine; tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, ricevuto oppure offerto questi importanti doni. Ciò, con la nostra strordinaria unicità e bellezza che è propria della varietà umana, ha un potente effetto moltiplicatore che non riusciamo ad immaginare. Il vero miracolo di cui parla Thoreau secondo me è proprio questo: piccoli semi che possono diventare piante da frutto, le quali a loro volta possono dare nuovi semi capaci di germogliare nuovamente nei cuori degli altri.

Uildm Mentoring Program



Sta per partire la seconda edizione del Mentoring training !
Quest'anno abbiamo un completo programma di formazione strutturato in questo modo:

Mentoring Training: dal 6 all'8 Maggio (3 intensive giornate in cui si possono acquisire le competenze sul Mentoring)


Mentor in Youth in Action: 13 e 14 Maggio (un modulo specifico per chi ha fatto Mentoring Training sulla sua applicazione nel programma Europeo Gioventù in azione)


Workshop Mentoring: 21 Maggio (1 giornata per confrontarci sulla applicazione del mentoring nelle scuole e nelle esperienze di apprendimento non formale con i giovani con necessità speciali)


7 Ottimi motivi per partecipare al UILDM MENTORING PROGRAM


1. Saprai impostare una relazione di fiducia

2. Potrai Creare un ambiente che facilità l'apprendimento

3. Imparerai ad Ascoltare attivamente


4. Favorirai l'apprendimento attraverso l'esperienza


5. Saprai gestire un colloquio di consulenza e orientamento


6. Aiuterai a trasformare i sogni e i desideri in progettualità concrete


7. Conoscerai varie esperienze di apprendimento non formale (Youth in Action, Servizio Civile, Volontariato, Youth Camp etc… )



Il UILDM MENTORING PROGRAM sono 3 Training differenti che mirano a formare Mentors che potranno utilizzare queste competenze in ambito educativo, nelle relazioni di aiuto e nel sostegno del processo di crescita e di autonomia dei giovani. I nostri Mentors sono persone che aiutano e sostengono la crescita e lo sviluppo delle competenze dei giovani con disabilità e in generale di giovani con bisogni speciali.

Concretamente offrono il loro tempo lavorando nel:


Orientamento dei giovani con disabilità nei progetti di Volontariato dell'Unione Europea


Accompagno dei giovani con disabilità nelle Visite Preliminari in Europa


Accoglienza dei giovani con necessità speciali


Sostegno attivo di progetti Uildm sul territorio


In più …

-)Avranno accesso alla formazione continua dei Programmi della Commissione Europea riservata agli operatori e volontari delle organizzazioni che lavorano con il programma Youth in Action;


-) Avranno la possibilità di presentare progettualità sociali con la nostra collaborazione.


A chi sono rivolti i Training?

Ad Operatori Sociali, Assistenti Educativi Culturali, Volontari, Animatori, Educatori Giovanili, Tutor, assistenti sociali, a tutti coloro che lavorano con la disabilità , a studenti e giovani che desiderano acquisire esperienze nel no-profit. A coloro che sono interessanti ad acquisire strumenti educativi di apprendimento non formale e il learning by doing. Coloro che vogliono sperimentare strumenti innovativi di aiuto ai giovani con necessità speciali. Ma soprattutto a quanti sono interessati ad acquisire competenze trasversali per relazionarsi con efficacia nei rapporti interpersonali. Per coloro che non temono il cambiamento. Per le persone che vogliono mettersi in gioco e scoprire la profondità dell'altro senza il timore di incontrare se stessi.

Iscriviti ORA ai Training


hai poco tempo e ci sono pochi posti!


Richiemi il programma completo!

Chiamami per avere notizie più dettagliate sono a tua completa disposizione


06-66 04 88 86

06- 66 04 88 74

Relazione, Apprendimento Non Formale e Coaching

Per comprendere a pieno la dinamica relazionale e le sue implicazioni sull'apprendimento attraverso l'esperienza non si può non fare riferimento all'apporto che hanno dato filosofi e pedagogisti come Martin Buber, Paulo Freire, Ivan Illich .
Secondo Buber l'uomo può vivere senza stare in relazione, ma chi non ha mai incontrato l'altro non è pienamente un essere umano. Tuttavia, chi si addentra nell'universo della relazione può rischiare molto dal momento che la relazione Io-Tu esige un'apertura totale dell'Io, esponendosi quindi anche al rischio del rifiuto e al rigetto totale. Buber ci dice che se non c'è questa apertura totale, io direi, come Rogers, questa accettazione incondizionata dell'altro, stiamo in una relazione strumentale; consideriamo l'altro come una cosa attraverso la quale vogliamo soddisfare alcuni nostri bisogni. Qui il dialogo diventa monologo in cui l'esperienza dell'altro non può non essere che superficiale o insignificante. Anche per Paulo Freire il dialogo è un'esigenza esistenziale capace di umanizzare le relazioni. Il pedagogista brasiliano ci dice che il dialogo non si può ridurre all'atto di depositare idee da un soggetto ad un altro o a un semplice scambio di idee come se queste siano un prodotto di consumo. Secondo Freire non può esistere dialogo se non esiste un amore profondo per il mondo e per gli uomini. Ivan Illich denuncia, come Freire, le relazioni oppressive che vi sono dentro il sistema di apprendimeto tradizionale e propone una pedagogia della convivialità. Per Illich la spontaneità, l’intimità e la libertà dell'incontro con l’altro è ostacolata e anche resa impossibile dagli strumenti non-conviviali come le scuole che confezionano l’apprendimento e che selezionano la gente; dalle diagnosi che prevengono l’arte di curare e soffrire; dalle professioni che determinano i bisogni dei loro clienti; dagli schermi che separano il te da me.
Il coaching tiene dentro di se tutti questi principi essendo uno strumento che facilità, proprio l'apprendimento attraverso l'esperienza. Nell'autenticità della relazione tra coach e cliente vi è un'accettazione incodizionata dell'altro e un supporto obbiettivo all'apprendimento. Infatti un buon coach ribalta la dinamica del potere non dando risposte preconfezionate chiedendo all'altro di attingere e sviluppare le proprie risorse per di cercare le proprie soluzioni.

Sliding doors

Siamo costantemente ad un bivio. In un istante la nostra vita può prendere una strada piuttosto che un'altra. Spesso accadono cose che non ci scegliamo, ma in parte, noi stessi partecipiamo alla costruzione del nostro destino. Possiamo con le nostre scelte contribuire a dare una direzione al mondo e soprattutto alla nostra vita. E' come se costantemente aprissimo delle porte, cosicchè da accedere ad un'altra realtà in cui la nostra storia prenda una piega invece di un'altra. Siamo noi che concorriamo a creare la realtà che ci circonda. Non è qualcosa di predeterminato siamo noi che scegliamo. Ogni secondo, ogni istante contiene gli scenari di tutti i possibili avvenimenti. Sta a te scegliere ! Che vita vuoi ? Come stai preparando il tuo futuro? Scegli la felicità: Puoi essere felice ora, adesso!

Un Natale di Pace per Tutti !

Una splendida Storia di Natale che scalda il cuore... codice fiscale

Il racconto è incentrato sui rapporti tra un tabaccaio di Brooklyn, Auggie Wren, e uno scrittore, Paul, che deve redigere un racconto di Natale su richiesta del New York Times.
In crisi di ispirazione, Paul si ritrova a confidare le sue perplessità ad Auggie che si offre di raccontargli la migliore novella di Natale che Paul abbia mai ascoltato. Così, seduti all’interno di una tavola calda nel cuore della vecchia Brooklyn, il tabaccaio racconta allo scrittore come si è procurato la macchina fotografica che ha fatto nascere la sua passione per la fotografia.
La storia risale a dodici anni prima e si svolge a Brooklyn.
Dopo aver subito un furto da parte di un ragazzino, Auggie, nel vano tentativo di rincorrerlo, trova il portafoglio del ladruncolo,completo di indirizzo e di foto. Per compassione, decide di non denunciarlo e –la mattina di Natale- pensa di riportarlo al legittimo proprietario.
Si reca quindi a casa del ragazzo, in un quartiere piuttosto malfamato e popolare di Brooklyn, e gli apre la porta un’anziana signora, cieca, che - volutamente - scambia Auggie per il nipote, passato a trovarla per il giorno di Natale. Il tabaccaio si presta al gioco e la strana coppia finisce per passare insieme tutta la giornata di festa.

Una volta finito di cenare, l'anziana donna si addormenta e Auggie ne approfitta per andare in bagno dove trova sei o sette macchine fotografiche; pensando fossero il bottino di una rapina recente, Auggie ne prende una, pur non avendo mai rubato nulla e pur non avendo mai fatto una foto in vita sua. Non volendo svegliare la donna, Auggie lascia il portafoglio su un tavolo e va via.
A questo punto lo scrittore, affascinato dal racconto, chiede al tabaccaio se è mai più andato a trovarla e Auggie risponde che qualche mese dopo, sentendosi in colpa per il furto, era tornato per restituirle la macchina, ma l’anziana signora non abitava più là e al suo posto c’era un nuovo inquilino.
Paul allora riflette sul fatto che probabilmente la signora era morta e che quindi Auggie aveva passato con lei il suo ultimo Natale, facendo così una buona azione. Il tabaccaio non è convinto di aver fatto una buona azione, ma allo stesso tempo è contento perché finalmente Paul ha la sua storia.
Il racconto si chiude con Paul che si chiede se la storia raccontata da Auggie sia vera.


Storiella cinese

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
"Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise:
"Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso?
È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola.
Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa
".

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Perciò, miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi di annusare i fiori dal vostro lato del sentiero....

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade

Se non sempre sei consapevole delle possibilità che hai di fronte. Se spesso davanti ad un problema pensi di non avere molte alternative: o sei accomodante, passivo, o reagisci e tagli i ponti... gliene dici 4... la fai finita con questa storia. Se a volte ti senti costretto... Se pensi di non avere scelta, se senti triste e senza potere sulla tua vita.
Se alcuni momenti ti vedi ad un bivio, con davanti due strade ed entrambe non ti sembrano il massimo... non temere qualcuno pensandoti ha scritto questo per te:
"Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono eguali. Non conducono in nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare."

Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di don Juan (A Scuola dallo Stregone)


"Non esiste una strada al cui termine ci attende la felicità.
La felicità è la strada stessa che percorriamo."
Wayne Dyer

Potere delle convinzioni

Non crediamo ciò che vediamo, ma vediamo ciò che crediamo.
Nello scompartimento di un treno, uno strano individuo tirò giù dei bagagli dal sacco. Lo aprì e tirò fuori dalla tasca un piccolo cavolo appeso ad una cordicella, e si mise a farlo oscillare dentro il sacco.
Divorato dalla curiosità, un viaggiatore lì accanto gli chiese cosa ci fosse nel sacco.
- Una mangusta - rispose lo strano personaggio.
- Ma perché vai in giro con una mangusta?
- Ahimé! Io sono un alcolizzato e soggetto a crisi di delirium tremens, ho spesso delle allucinazioni e vedo delle serpi strisciarmi attorno, perciò ho bisogno di questa mangusta per allontanare questi serpenti!
- Ma di certo ti renderai conto che quei serpenti sono soltanto immaginari?
-Sì, certamente - rispose in tutta tranquillità, - ma lo è anche la mangusta!.
(La Via dell'Umorismo, 101 burle spirituali, Gianluca Magi )

Agire la consapevolezza

Sei nato con un potenziale.
Sei nato con bontà e fiducia.
Sei nato con ideali e sogni.
Sei nato con un dono.
Sei nato con le ali.
Non sei destinato a strisciare,
perciò non farlo.
Hai le ali, impara a usarle e vola.
Jelaluddin Rumi

Si possono leggere milioni di libri, imparare nuove teorie, venire a conoscenza di antichi segreti e così avere la percezione che stiamo portando avanti qualcosa di importante per la nostra vita. Ma non sempre è così.
Le nuove idee stanno nella nostra mente ma, nel momento in cui si tratta di praticarle, come quando il tuo collega ti chede aiuto e ha bisogno di entusiasmo, o quando hai a che fare con quella persona così difficile, nulla cambia.
Le nuove teorie intellettualizzate sono poi filtrate da vecchi modelli che condizionano da sempre il nostro comportamento. Così ciò che agiamo raramente somiglia alle nuove idee. Possiamo pensare di intraprendere un viaggio meravoglioso per raggiungere mete che sappiamo essere fantastiche ma se continuamo a percorrere sempre la stessa strada, in più sempre con lo stesso catorcio di auto, difficilmente arriveremo da qualche parte.
Sapere è completamente diverso da essere consapevole ed essere consapevole é diverso da interiorizzare.
Siamo in una condizione in cui ricerchiamo qualche verità che possa cambiare la nostra vita. Avvertiamo che abbiamo bisogno di qualche cambiamento per cui cerchiamo qualcosa. Cercando possiamo ottenere il sapere. Se ci fermiamo qui, niente può cambiare nella nostra vita. Possiamo apparire intelligenti e dotti, ma in noi nulla è cambiato. Infatti avere le informazione senza essere consapevoli di noi stessi non determina il cambiamento che cerchiamo.
Acquisire la consapevolezza di chi siamo e rendersi conto dei vecchi modelli che condizionano i nostri comportamenti è il passo successivo. Ora conosciamo dove vogliamo arrivare, abbiamo trovato una buona strada e sappiamo cosa ci ha impedito di percorrerla sin ora, ma ancora questa non è la nostra strada. Sono consapevole ma ancora agisco secondo i vecchi schemi.
Il passo successivo è quello dell'interiorizzazione.
Per interiorizzare occorre liberarsi da tutti gli schemi e i meccanismi limitanti e sostituirli con dei nuovi modelli che possono facilitare il cambiamento. Infatti interiorizzare significa vivere ed agire la consapevolezza: non c'è separazione tra quello che facciamo e quello che pensiamo.



Il coraggio della Felicità


Sta iniziando questo nuovo anno. Qualcuno protrebbe dire che questo è un giorno come un altro, che non c'è differenza tra quello che è oggi e quello che era ieri. Infatti come sappiamo il nostro modo di contare il tempo, la storia è solo una convenzione. Per altre culture oggi non è il 1 gennaio 2009, ad esempio, oggi per i Mussulmani è il 4 -1 (muharram) -1430 che per la numerazione degli anni usano l'era dell'Egira (che inizia il 16 luglio 622; l'anno è quella della migrazione di Maometto dalla Mecca a Medina, avvenuta in effetti il 20 settembre 622).

Per i cinesi oggi pare che sia il Ciclo 78 Anno 戊子 Wu Zi [25] 4645 Mese 12 Giorno 6. Il calendario cinese è un calendario lunisolare diviso sia in mesi lunari sia in periodi solari, ed è basato esclusivamente su eventi astronomici. I mesi sono lunari veri, cominciano nel momento della luna nuova a Pechino e si indicano con numeri progressivi. In occidende se Napoleone il 31 Dic 1805 non avesse ripristinato il nostro calendario gregoriano forse oggi sarebbe Duodi 12 Nivose 217 .

Il calendario civile usato ancora oggi in tutto l'occidente è fondamentalmente quello romano riformato da Giulio Cesare nel 45AC e adattato poi dai cristiani che ne hanno fatto il calendario religioso. L'ultima piccola variante fu introdotta nel 1582 dalla Chiesa Cattolica sotto il pontificato di Gregorio XIII, dal quale deriva il nome di calendario gregoriano tutt'ora usato per designare il nostro calendario.

Insomma ci sono e forse ci saranno molti modi di contare il tempo che passa. Quello che non cambierà mai è il modo il cui noi ci relazioniamo con il tempo. Contare i giorni è come appuntare sul taccuino dell'umanità la nostra vita, quella di chi ci ha preceduto e anche quella di chi ci succederà. Quello che rimmarrà di noi saranno sempre le due date: il giorno della nostra nascita e quello della nostra uscita di scena. Quando studiamo i grandi personaggi della storia ricordiamo per prima cosa le loro date di nascita e di morte.

La differenza è come viviamo tra queste due date, se sono solo numeri e convenzioni in cui la nostra vita è collocata, in cui subiamo gli eventi ... o possiamo veramente decidere che questo tempo che passiamo è un tempo straordianario, fantastico e soprattutto irripetibile. Se siamo consapevoli della unicità di ogni istante che viviamo non possiamo non festeggiare ogni momento, ogni giorno. E quando passa un altro anno per l'umanità non possiamo non sperare che la nostra storia possa essere migliore, che possiamo avere il coraggio di cambiare in meglio le nostre vite in modo da riempire di significato il tempo che passa. Non possiamo non augurarci il bene, la felicità che è sempre alla nostra portata è sempre dietro l'angolo... basta avere il coraggio di cercarla.

Buon anno !

Due non vedenti e la storia della strada

Un uomo non vedente aspettava che qualcuno lo aiutasse ad attraversare una strada molto trafficata, quando sente che un passante gli tocca le spalle.

"Scusi” disse l’altra persona, “Io sono cieco, mi potrebbe aiutare ad attraversare la strada? Il primo uomo non vedente prese il braccio del secondo non vedente e attraversarono la strada.

Pare che questa sia una storia vera. Il primo uomo non vedente infatti, era il pianista jazz George Shearing (nella foto). Dopo questo evento lui ha detto “Che potevo fare? Io l'ho accompagnato e questo è stato il momento più emozionante della mia vita.”
Alcune volte pensiamo che non siamo in grado di fare qualcosa e non facciamo nessuno sforzo, oppure non rischiamo. Essere costretto a fare uno sforzo e a rischiare può aiutarci a essere indipendenti (dagli altri, o dai nostri meccanismi di sicurezza personale) e scoprire nuove sfide e capacità.

Costruttori di ponti , saltatori di muri...esploratori di frontiere

C’è un’ identità da ridisegnare, nella complessità dei problemi di oggi. Ci sono obiettivi e itinerari da delineare per sostenere e orientare la formazione personale di chi vuole incidere in ambito sociale, di chi sceglie la qualità invece che la quantità. Di chi vuole essere un bravo “costruttore di ponti , un saltatore di muri o un esploratore di frontiere.” (grande A. Langer !!!!)
Penso ci siano sfide da cogliere dalle richieste del quotidiano.
Non credo che si possa pensare che la situazione presente della nostra società sia tale da “lasciar fare”. Forse non è nemmeno sufficiente quel “fare” dall’alto, sicuramente pieno di buona volontà, ma il distacco dato dalla verticalità dell’azione spesso non porta grandi risultati.
D’altra parte intellettuali come Pasolini avevano già denunciato la tendenza a rendere già scontato l’individuo e a ridurlo a mero campione statistico:

Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali o nevrotici, vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita. Non vogliamo essere così sicuri, non vogliamo essere già così senza sogni.

Siamo necessariamente destinati all’autoeducazione che si realizza dalla “pratica della realtà”. Immergendosi nella realtà si riesce a trasformarla. Non è sufficiente vivere “per” qualcuno, “per” qualche categoria sociale e “per” un idea. Ma è importante vivere “con” qualcuno, “con” un idea…. Perché le sfide dell’oggi ci richiedono interventi di base.
E’ cambiando le strutture della quotidianità che possiamo esprimere pienamente noi stessi. E’ aumentando le nostre capacità di ascolto di noi stessi e dell’altro che possiamo “essere la via”. All’interno dei mezzi ci sono dentro i fini.
Nel come, nel cosa e nel chi c’è già il dove.

Smoke: -"Quello è il mio angolo dopotutto"-

Scena 10 (pag. 41)Interno, notte. Appartamento di Auggie
Auggie e Paul sono seduti al tavolo di cucina. ln alto a destra di ogni foto c’è una piccola e
che contenitore aperto di cibo cinese, il piano è quasi interamente occupato da grandi album di fotografie con la copertina nera. In tutto sono quattordici, e sulla costola di ciascuno c’è l’annata, dal 1977 al 1990. L’album del 1987 è aperto sulle ginocchia di Paul. Primo piano di una pagina dell’album con sei foto in bianco e nero dello stesso posto: l’ angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto del mattino. Nell’angolo in alto a destra di ogni foto c’è una piccola etichetta bianca con la data: 9.8.87, 10.8.87, 11.8.87 eccetera. Paul volta pagina e vediamo sei foto analoghe a quelle di prima. Paul volta pagina di nuovo: stessa cosa. Un’altra pagina: stessa cosa.
PAUL (stupefatto) Sono tutte uguali.
AUGGIE (sorridendo, fiero di sè) Esatto. Più di quattromila foto dello stesso posto: l’angolo tra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l’altro fotografati con ogni sorta di tempo.
Ecco perchè non posso mai prendermi una vacanza. Devo essere là ogni mattina. Ogni mattina nello stesso posto allo stesso momento..
PAUL (sbigottito. Gira una pagina, poi un’altra) Non ho mai visto niente del genere.
A
UGGIE E’ una mia idea. Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita.
PAUL (depone l’album e ne prende un altro, sfoglia le pagine e vede la stessa cosa. Scuote la testa sconcertato) Incredibile. (Cercando di essere cortese) Ma non sono certo d'averne colto il senso.
Voglio dire, com’è che ti è venuta l’idea?
AUGGIE Non lo so, mi è semplicemente venuta. Quello è il mio angolo dopotutto. E’ una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lì come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino.
PAUL (sfogliando l’album e scuotendo ancora la testa) Sono senza parole.
AUGGIE (sempre sorridendo) Non capirai mai se non rallenti, mio caro.
PAUL Che vuoi dire?
AUGGIE Che vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie.
PAUL Ma sono tutte uguali.
AUGGIE Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall’altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c’è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gente con cappotto e stivali e gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta è diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un’inclinazione diversa.
PAUL (sollevando gli occhi dall’album e guardando Auggie) Rallentare, eh?
AUGGIE Si, questo è il mio consiglio. Sai com’è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
Primi piani dell’album. Le foto, una per volta, occupano tutto lo schermo. L’idea di Auggie scorre davanti ai nostri occhi: lo stesso posto alla stessa ora in diversi momenti dell’anno. Primi piani delle diverse facce di ogni foto. In foto differenti appaiono le stesse persone che qualche volta guardano l’obiettivo, qualche volta altrove. Dozzine di fotogrammi. Infine vediamo un primo piano di Ellen morta qualche mese fa, la moglie di Paul. Primo piano della faccia di Paul.
PAUL Gesù guarda, è Ellen
La cinepresa si allontana. Auggie è chino sulla spalla di Paul che indica la faccia di Ellen.
AUGGIE Sì, è lei. Compare in parecchie foto di quell’anno. Credo che stesse andando al lavoro.
PAUL (commosso fino alle lacrime) E’ Ellen, guardala, guarda il mio dolce amore.
Dissolvenza in chiusura.

Anche il più forte Campione ha bisogno di un Coach...


Sono convinto che dentro ognuno di noi vi sono enormi potenzialità ancora inespresse. Con un allenatore personale potrai scoprirle.
Collaboraremo insieme in cui definiremo obiettivi, esploremo possibilità.
Avrai a disposizione un tuo personale strumento per migliorare e incoraggiare la
tua evoluzione personale e professionale.
Le possibili aree di lavoro:
Relazioni interpersonali
Gestione del tempo
Gestione del Conflitto
Sviluppo professionale
Qualità della vita
Scegliendomi come Tuo Coach avrai la possibilità di usufruire di un personale programma di allenamento per raggiungere gli obiettivi che meriti e realizzare quello che sogni !
Contattami per una prima Sessione gratuita.

Crescita Vs.Cambiamento

Molti intrapendono un percorso esperenziale, come il volontariato o un percorso formativo, rimanendo ancorati fortemente al proprio ego. Non c'è nulla di sbagliato in questo. E' quella che molti chiamano resistenza al cambiamento. Da una parte desideriamo un cambiamento nella nostra vita, però non sono ancora pronti alla crescita e frenaniamo il nostro sviluppo personale.
Sappiamo però, che i cambiamenti veri si possono attuare solamente quando la persona è disponibile ad investire sul proprio sviluppo che è alla base del cambiamento. Quando vi è una predisposizione all'apertura al nuovo e all'altro allora possiamo rivelare veramente noi stessi. Ma questo dovrebbe essere vissuto come un incidente. se diventa lo scopo del nostro agire, si rompe la magia... si chiude la possibilità dell'incontro e ci si rivolge sempre alla nostra solitudine.
A volte avviare un cambiamento immediato apre a nuovi spazi, tempi ed energie e educa la persona alla vera crescita. Altre volte cambiare risponde solo al desiderio di fuga da una problema o situazione che ci mette a disagio ... così invece di cogliere l'opportunità di approfondire la conoscenza di noi stessi... cambiamo!
Occorre chiederci se abbiamo la voglia di investire sulla crescita personale, come elemento indispensabile per avviare il cambiamento profondo o se, al contrario, se siamo interessati in qualcosa di completamente diverso.
Scoprire se stessi nella relazione con l'altro,

Potere Personale

"Ricordo che nella mia fanciullezza lo sgabuzzino in cui immagazzinavamo la riserva di patate per l'inverno si trovava in un seminterrato, due o tre metri al di sotto di una finestrella. Le condizioni erano sfavorevoli, ma le patate cominciavano lo stesso a germogliare - erano germogli pallidi, molto diversi da quelli verdi e sani che spuntano quando le patate sono seminate in primavera. E tuttavia questi germogli sottili e tristi crescevano fino a raggiungere quasi un metro di lunghezza nel tentativo di raggiungere la luce lontana dalla finestrella. Questi germogli erano nella loro crescita bizzarra e futile una sorta di espressione disperata della tendenza alla vita. Essi non sarebbero mai diventati piante, non sarebbero mai maturati, mai avrebbero realizzato il loro potenziale reale. Essi tentavano di realizzarlo, però, anche nelle circostanze peggiori. La vita, anche se non le era possibile fiorire, non rinunciava a se stessa. Nel trattare con clienti le cui esistenze erano terribilmente complicate, nel lavorare con uomini e donne tra le pareti degli ospedali, penso spesso ai germogli di quelle patate. Le condizioni in cui queste persone si sono sviluppate sono state così sfavorevoli da far sembrare le loro esistenze anormali, pervertite, scarsamente umane. Eppure si può fare affidamento alla tendenza direzionata che alberga in loro. La chiave per capire il loro comportamento è che esse stanno lottando, con le uniche modalità che sentono di avere a disposizione, per muoversi verso la crescita, verso il divenire. Per le persone senza problemi, i risultati possono sembrare bizzarri e futili, ma essi sono i disperati tentativi della vita di diventare se stessa. (C. Rogers, Potere personale. La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario 1978)

Il Faro, la meta e la rotta




Si chiama Phare du Créach, pare che sia il faro più potente al mondo.
Si trova nell'Île d’Ouessant, a circa 20 km dalla costa della regione bretone Finisterre, quella che per i Romani era la fine della terra.
Il Faro è stato costruito nel 1863, è alto 53 m ed è visibile fino ad una distanza di 32 miglia marine circa 61 km.
Il faro indica la rotta alle migliaia di imbarcazioni che fanno il loro ingresso nel pericolosissimo tratto dell'atlantico che diventa da lì in poi il Canale della Manica.
Sappiamo che anche il più potente faro esistente al mondo non può far altro che indicare la rotta, illuminare un pezzo di mare, ma la meta e la strada per raggiungerla la decidiamo noi.

Sguardi importanti...

Si dice che siamo il prodotto di come ci guardano gli altri...
Lo sguardo delle persone che ci stanno vicino in parte determina chi siamo...
A volte uno sguardo che non sostiene o che severamente giudica può impedirci di far emergere parti di noi preziose. A volte, invece uno sguardo amorevole, complice, divertito è proprio quello che ti riconosce, che tira fuori quelle parti di te che ti piacciono tanto, quegli aspetti che pensi ti appartengono nella profondità del tuo essere. Infatti quando perdiamo qualcuno quello che ci manca è proprio il suo sguardo, quella specificità espressa in quella relazione non ci sarà più... se non nei ricordi...Come tutti ho avuto diverse perdite. Alcune le vivo come senso di mancanza, altre sono delle vere liberazioni. Infatti ne avrei fatto volentieri a meno degli occhi della mia terribile prof. delle medie. Così come lo sguardo di M.S. un abitante della casa/famiglia in cui ho fatto il Servizio Civile: ex- pregiudicato, ex-Banda della Magliana, tetraplegico ma sempre un vero bastardo! Poi non mi guarderanno più gli occhi delle mie ex; non avrò più lo sguardo di mia madre, nemmeno quello dei miei nonni... Se ci penso bene ho avuto l’onore e la fortuna di avere avuto fino ad oggi vicino alcune persone straordinari. Gli occhi di quegli amici con cui ho condiviso tanti entusiasmi. Senza i loro sguardi io non sarei così come sono. Mi piacerei probabilmente di meno.
I miei e i loro occhi si incontrano sempre dentro felici e ortodossi rituali: tra la discorsi di politica e una birra, tra un progetto e una chianina.
Quegli sguardi non cambiano ... anche quando i capelli si imbiancano, i corpi si appesantiscono, gli eventi ci travolgono…
Grazie carissimi Compagni di Giochi!

Liste di leva: il manifesto che fa rumore, ma non richiama nessuno

In questi giorni sui social di Bracciano - ma anche in altri Comuni d’Italia - gira il manifesto comunale sulla “ Formazione della lista di ...