Il Tempio oggi è ciò che dovremmo ritenere sacro, quello che ci rende umani e ci fa stare in comunione con gli altri tutto ciò che ci rende comunità: la Democrazia, i Beni comuni, la Costituzione oggi rappresentano i nostri templi laici; ma anche la nostra Terra è il nostro Tempio del mondo. E qui i mercanti non sono sempre facili da identificare: sono coloro che manipolano e usano il tempio non per rendere lode a Dio, non per mettersi al servizio dei fratelli e delle sorelle ma per fare gli interessi dei poteri forti della finanza, delle banche, delle mafie usando in modo distorto la democrazia, sfruttando per interessi occulti i Beni comuni e compromettendo irreparabilmente la vita sulla Terra. Sono il vero motivo per cui milioni di poveri cristi vengono ancora crocefissi e sono anche il motivo perché credo nel riscatto sociale delle resurrezione. Tutto uguale a 2000 anni fa...
Il Tempio oggi è ciò che dovremmo ritenere sacro, quello che ci rende umani e ci fa stare in comunione con gli altri tutto ciò che ci rende comunità: la Democrazia, i Beni comuni, la Costituzione oggi rappresentano i nostri templi laici; ma anche la nostra Terra è il nostro Tempio del mondo. E qui i mercanti non sono sempre facili da identificare: sono coloro che manipolano e usano il tempio non per rendere lode a Dio, non per mettersi al servizio dei fratelli e delle sorelle ma per fare gli interessi dei poteri forti della finanza, delle banche, delle mafie usando in modo distorto la democrazia, sfruttando per interessi occulti i Beni comuni e compromettendo irreparabilmente la vita sulla Terra. Sono il vero motivo per cui milioni di poveri cristi vengono ancora crocefissi e sono anche il motivo perché credo nel riscatto sociale delle resurrezione. Gratitudine
Carote, uova, caffè
dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto, era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose.
La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto.
Presto l'acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.
Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un piattino, così fece anche con l'uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: "Dimmi cosa vedi."
"Una carota, un uovo e del caffè", rispose la figlia. La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota: lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l'uovo e di romperlo: dopo averne tolto il guscio, notò l'uovo indurito dalla bollitura. Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva. Poi, chiese alla madre:
"Che cosa significa tutto questo?"
La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l'acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo diverso. La carota era entrata nell'acqua forte e dura.... ma dopo aver lottato con l'acqua bollente era diventata debole e priva di forza. L'uovo era entrato nell'acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo cuore tenero, ma dopo aver lottato con l'acqua bollente, sembrava sempre lo stesso ma in realtà si era indurito e il suo interno era amareggiato e inaridito.”
Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell'acqua bollente, esso aveva agito sull'acqua e l'aveva trasformata! Il caffè aveva cambiato l’elemento che gli causava dolore, infatti nel punto di ebollizione aveva raggiunto il suo migliore aroma e sapore.
"Con quale di questi tre ti identifichi?", chiese la madre alla figlia.
Doni
è piccola cosa rispetto a ciò che si trova dentro di noi.
E quando portiamo nel mondo esterno quello che è dentro di noi,
accadono miracoli.
Henry David Thoreau
Tanti sono i doni che ognuno di noi può regalare agli altri. Dentro ognuno di noi ci sono potenti energie che possono illuminare la nostra vita e di conseguenza la vita delle persone che ci stanno vicino.
Disponibilità, coraggio, immaginazione, dolcezza, affetto, cura, condivisione, entusiasmo curiosità, gioia, gratitudine; tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, ricevuto oppure offerto questi importanti doni. Ciò, con la nostra strordinaria unicità e bellezza che è propria della varietà umana, ha un potente effetto moltiplicatore che non riusciamo ad immaginare. Il vero miracolo di cui parla Thoreau secondo me è proprio questo: piccoli semi che possono diventare piante da frutto, le quali a loro volta possono dare nuovi semi capaci di germogliare nuovamente nei cuori degli altri.
Il nostro Libretto di Istruzioni
Sfortunatamente non abbiamo questo libretto e spesso facciamo fatica a capire come "funzioniamo" o come "funzionano gli altri". Però intuiamo che lavorando con noi stessi e scoprendo i nostri meccanismi, potremmo funzionare proprio meglio.
Molti passano la vita a rispodere all'esortazione del "conosci te stesso" proprio perchè sanno che è impossibile avere un'esperienza piena del mondo senza sapere come funziona la nostra mente, che tipo di bisogni abbiamo, come reagiamo di fronte ad alcuni stimoli. Chi di noi ha fatto o ancora sta facendo questo percoso di conoscenza di sè, sa però che è impossibile separare i due momenti: prima studio me stesso e poi faccio esperienza del mondo. Noi siamo già nel mondo, interagiamo con esso in ogni istante, siamo sempre in relazione con qualcosa o con qualcuno; e in ogni singolo istante migliaia di stimoli arrivano alla nostra mente... così siamo costretti a fare tentativi, rispondere ai nostri bisogni, cercare di comprendere cosa ci sta dicendo l'altro, che bisogni ha, possiamo fidarci o dobbiamo difenderci ? Tutto in quella frazione di secondo. Ma quanto apprendimento c'è in quell'istante? Quanto possiamo imparare di noi stessi quando siamo in relazione ?
"Non si diventa uomini completi da soli, ma unicamente assieme agli altri…". D.Bonhoeffer, Resistenza e resa
Relazione, Apprendimento Non Formale e Coaching
La lanciatrice di Stelle Marine (Ver. Video)
Auguri
Sliding doors
Siamo costantemente ad un bivio. In un istante la nostra vita può prendere una strada piuttosto che
un'altra. Spesso accadono cose che non ci scegliamo, ma in parte, noi stessi partecipiamo alla costruzione del nostro destino. Possiamo con le nostre scelte contribuire a dare una direzione al mondo e soprattutto alla nostra vita. E' come se costantemente aprissimo delle porte, cosicchè da accedere ad un'altra realtà in cui la nostra storia prenda una piega invece di un'altra. Siamo noi che concorriamo a creare la realtà che ci circonda. Non è qualcosa di predeterminato siamo noi che scegliamo. Ogni secondo, ogni istante contiene gli scenari di tutti i possibili avvenimenti. Sta a te scegliere ! Che vita vuoi ? Come stai preparando il tuo futuro? Scegli la felicità: Puoi essere felice ora, adesso!
Un Rivoluzionario Silenzioso
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Carl Rogers |
“Non ho pensato neanche per un istante che avessimo fatto cose che avrebbero avuto un impatto di portata mondiale. Quello che abbiamo fatto è stato mostrare che il cambiamento è possibile, che la riconciliazione è possibile, la riduzione delle tensioni è possibile se è presente un clima centrato sulla persona, facilitante.
La Sentinella
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento una agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia di anni quest'angolo di terra non era cambiato.
Un Natale di Pace per Tutti !
Una splendida Storia di Natale che scalda il cuore... codice fiscale
Il racconto è incentrato sui rapporti tra un tabaccaio di Brooklyn, Auggie Wren, e uno scrittore, Paul, che deve redigere un racconto di Natale su richiesta del New York Times.
In crisi di ispirazione, Paul si ritrova a confidare le sue perplessità ad Auggie che si offre di raccontargli la migliore novella di Natale che Paul abbia mai ascoltato. Così, seduti all’interno di una tavola calda nel cuore della vecchia Brooklyn, il tabaccaio racconta allo scrittore come si è procurato la macchina fotografica che ha fatto nascere la sua passione per la fotografia.
La storia risale a dodici anni prima e si svolge a Brooklyn.
Dopo aver subito un furto da parte di un ragazzino, Auggie, nel vano tentativo di rincorrerlo, trova il portafoglio del ladruncolo,completo di indirizzo e di foto. Per compassione, decide di non denunciarlo e –la mattina di Natale- pensa di riportarlo al legittimo proprietario.
Si reca quindi a casa del ragazzo, in un quartiere piuttosto malfamato e popolare di Brooklyn, e gli apre la porta un’anziana signora, cieca, che - volutamente - scambia Auggie per il nipote, passato a trovarla per il giorno di Natale. Il tabaccaio si presta al gioco e la strana coppia finisce per passare insieme tutta la giornata di festa.
Una volta finito di cenare, l'anziana donna si addormenta e Auggie ne approfitta per andare in bagno dove trova sei o sette macchine fotografiche; pensando fossero il bottino di una rapina recente, Auggie ne prende una, pur non avendo mai rubato nulla e pur non avendo mai fatto una foto in vita sua. Non volendo svegliare la donna, Auggie lascia il portafoglio su un tavolo e va via.
A questo punto lo scrittore, affascinato dal racconto, chiede al tabaccaio se è mai più andato a trovarla e Auggie risponde che qualche mese dopo, sentendosi in colpa per il furto, era tornato per restituirle la macchina, ma l’anziana signora non abitava più là e al suo posto c’era un nuovo inquilino. Paul allora riflette sul fatto che probabilmente la signora era morta e che quindi Auggie aveva passato con lei il suo ultimo Natale, facendo così una buona azione. Il tabaccaio non è convinto di aver fatto una buona azione, ma allo stesso tempo è contento perché finalmente Paul ha la sua storia. Il racconto si chiude con Paul che si chiede se la storia raccontata da Auggie sia vera.
Storiella cinese
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: La vecchia sorrise:
È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa".
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade
Se ce l’ha è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare."
Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di don Juan (A Scuola dallo Stregone)
Potere delle convinzioni
Nello scompartimento di un treno, uno strano individuo tirò giù dei bagagli dal sacco. Lo aprì e tirò fuori dalla tasca un piccolo cavolo appeso ad una cordicella, e si mise a farlo oscillare dentro il sacco. Tre Doni
cogliere i frutti più dolci, a volte, occorre sbilanciarsi, inoltrasi tra le fronde e afferrare il dono che l'albero della vita ti porge. Basta saper dove cercare il tesoro. In questi giorni ho avuto la fortuna di ricevere TRE doni: “… Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, vedere con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’ era.
quotidianamente mi circondano. E' difficile descrivere questa energia. E' come camminare in un giardino di luminosi fiori, ognuno di questi ha una sua particolare luce. Non è una stato indefinito di beatitudine ... potrei essere molto preciso su i nomi di questi vivaci fiori. E' impossibile non provare gratitudine per i colori di certi sguardi, la carezza di alcune pene e l'allegria di coinvolgenti sorrisi. Grazie miei sfavillanti amici.Grazie!
Agire la consapevolezza
Jelaluddin Rumi
Storia di una Stella: fare la differenza
Un giorno mentre, si avvicinava al suo solito posto, vide in lontananza qualcuno che si muoveva come se stesse ballando. L’uomo non riuscì a trattenere un sorriso pensando a qualcuno che danzava sulla spiaggia, magari per celebrare un giornata tanto bella, e si affrettò per raggiungere il ballerino. Avvicinandosi si accorse che si trattava di un giovane e che quello che sembrava una danza era in realtà qualcosa di completamente diverso. Il giovane si chinava sulla spiaggia, raccoglieva piccoli oggetti che poi lanciava nell’oceano. Si avvicinò ancora e gridò: "Buon giorno! Posso chiederti che cosa stai facendo?" Il giovane si fermò un attimo, lo guardò e rispose:
"Sto lanciando stelle marine nell’oceano".
A quel punto il giovane si chinò un’altra volta, raccolse un’altra stella marina e la buttò nell’oceano. Appena vide la stella toccare l’acqua disse: "per questa di sicuro ha fatto la differenza!"
"Il Lanciatore di Stelle marine" di Loren Eiseley 1907 - 1977
Due non vedenti e la storia della strada
Un uomo non vedente aspettava che qualcuno lo aiutasse ad attraversare una strada molto trafficata, quando sente che un passante gli tocca le spalle.Smoke: -"Quello è il mio angolo dopotutto"-
Auggie e Paul sono seduti al tavolo di cucina. ln alto a destra di ogni foto c’è una piccola e
che contenitore aperto di cibo cinese, il piano è quasi interamente occupato da grandi album di fotografie con la copertina nera. In tutto sono quattordici, e sulla costola di ciascuno c’è l’annata, dal 1977 al 1990. L’album del 1987 è aperto sulle ginocchia di Paul. Primo piano di una pagina dell’album con sei foto in bianco e nero dello stesso posto: l’ angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto del mattino. Nell’angolo in alto a destra di ogni foto c’è una piccola etichetta bianca con la data: 9.8.87, 10.8.87, 11.8.87 eccetera. Paul volta pagina e vediamo sei foto analoghe a quelle di prima. Paul volta pagina di nuovo: stessa cosa. Un’altra pagina: stessa cosa.PAUL (stupefatto) Sono tutte uguali.
AUGGIE (sorridendo, fiero di sè) Esatto. Più di quattromila foto dello stesso posto: l’angolo tra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l’altro fotografati con ogni sorta di tempo.
Ecco perchè non posso mai prendermi una vacanza. Devo essere là ogni mattina. Ogni mattina nello stesso posto allo stesso momento..
PAUL (sbigottito. Gira una pagina, poi un’altra) Non ho mai visto niente del genere.
AUGGIE E’ una mia idea. Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita.
PAUL (depone l’album e ne prende un altro, sfoglia le pagine e vede la stessa cosa. Scuote la testa sconcertato) Incredibile. (Cercando di essere cortese) Ma non sono certo d'averne colto il senso. Voglio dire, com’è che ti è venuta l’idea?
AUGGIE Non lo so, mi è semplicemente venuta. Quello è il mio angolo dopotutto. E’ una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lì come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino.
PAUL (sfogliando l’album e scuotendo ancora la testa) Sono senza parole.
AUGGIE (sempre sorridendo) Non capirai mai se non rallenti, mio caro.
PAUL Che vuoi dire?
AUGGIE Che vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie.
PAUL Ma sono tutte uguali.
AUGGIE Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall’altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c’è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gente con cappotto e stivali e gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta è diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un’inclinazione diversa.
PAUL (sollevando gli occhi dall’album e guardando Auggie) Rallentare, eh?
AUGGIE Si, questo è il mio consiglio. Sai com’è: domani e domani e domani, il tempo scorre a piccoli passi.
Primi piani dell’album. Le foto, una per volta, occupano tutto lo schermo. L’idea di Auggie scorre davanti ai nostri occhi: lo stesso posto alla stessa ora in diversi momenti dell’anno. Primi piani delle diverse facce di ogni foto. In foto differenti appaiono le stesse persone che qualche volta guardano l’obiettivo, qualche volta altrove. Dozzine di fotogrammi. Infine vediamo un primo piano di Ellen morta qualche mese fa, la moglie di Paul. Primo piano della faccia di Paul.
PAUL Gesù guarda, è Ellen
La cinepresa si allontana. Auggie è chino sulla spalla di Paul che indica la faccia di Ellen.
AUGGIE Sì, è lei. Compare in parecchie foto di quell’anno. Credo che stesse andando al lavoro.
PAUL (commosso fino alle lacrime) E’ Ellen, guardala, guarda il mio dolce amore.
Dissolvenza in chiusura.
Anche il più forte Campione ha bisogno di un Coach...

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