Bracciano privatizza l'Acqua? noi diciamo NO!

Domani, 6 Agosto alle 16.30 il Consiglio Comunale di Bracciano dovrà decidere se rispettare la volontà dei cittadini che solo 4 anni fa hanno chiesto che l’ACQUA rimanesse pubblica e fosse considerata un Bene Comune, oppure privatizzare e passare il servizio ad ACEA S.p.A.  
La maggioranza e la giunta del Comune di Bracciano hanno intenzione di non opporsi, come hanno fatto invece molti Comuni del Lazio, alle procedure sostitutive ex art. 153, comma 1, e 172, comma 4, D.Lgs n.152/2006, così da privatizzare il servizio idrico entrando nell’ATO 2 gestito da ACEA S.p.A.
Per fermare questo scellerato provvedimento che soccombe al diktat dei poteri forti, Bracciano Bene Comune ha presentato una proposta di delibera che chiede al Sindaco e al Consiglio Comunale di essere coerenti con quanto hanno sostenuto negli ultimi anni dove addirittura sì è messo questo principio nello Statuto Comunale riconoscendo “l’acqua pubblica come bene comune, diritto umano universale e definisce il servizio idrico quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e non gestibile da soggetti privati.” (art. 3 comma 5 dello Statuto).
Il Comune di Bracciano non ha mai ceduto, finora, la gestione del servizio idrico e proprio adesso vuole svendere il nostro prezioso bene comune nonostante siano in dirittura d’arrivo i regolamenti regionali che dovrebbero garantire il principio che l’acqua è un bene comune e che non è una merce su cui lucrare.  Infatti Lunedì 3 Agosto la commissione ambiente della regione ha approvato all’unanimità alcuni emendamenti alla legge regionale 5/2014 (che recepisce l’esito dei referendum sull’acqua) i quali superano l’impugnazione della stessa legge – su alcuni punti specifici – da parte del governo. L’iter di approvazione definitiva della legge si concluderà nei prossimi giorni, essendo stata messa all’ordine del giorno del consiglio regionale. La versione aggiornata della legge 5 – che fu approvata nel 2014 dal consiglio regionale su proposta del forum sull’acqua pubblica - seppure modificata in alcuni punti rispetto alla versione originaria, mantiene tutta la sua valenza a garantire i principi generali di gestione pubblica dell’acqua e di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione stessa del servizio idrico integrato.
Occorrerà poi passare alla definizione degli ABI (Ambiti di bacini Idrografici) che “sostituiscono” i vecchi ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) con la discussione della proposta di legge n. 238 di definizione degli ABI – redatta dal Forum per l’acqua pubblica e presentata da consiglieri di vari gruppi su iniziativa di Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento 5 Stelle: a tal fine, nel corso di un recentissimo incontro con il Presidente del Consiglio regionale, Leodori, l'Ass.re Refrigeri e il Presidente della Comm. Ambiente, Panunzi, era stato preso l'impegno a porla all'ordine del giorno dell'aula a partire da inizio settembre.
Settembre è, dunque, un mese cruciale, perché entro la fine di questo mese la Regione Lazio dovrà completare l’iter legislativo superando il vecchio regime basato sugli ATO, pena interventi legislativi di organismi superiori (si è parlato di commissariamento, ma, appunto, casomai non prima della fine del mese di settembre). Il Comune di Bracciano pare non conoscere questo processo di riforma che la Regione Lazio sta portando a termine, ed è intenzionato a cedere la gestione dell’acqua ad ACEA
ACEA SpA per sua natura è una società chiamata a fare profitto, oltre alla quota azionaria detenuta dal Comune di Roma, è controllata anche dal Gruppo Caltagirone e da Suez SpA. multinazionale francese che si muove senza troppi scrupoli in tutto il mondo acquisendo la gestione delle utilities (acqua luce gas…). ACEA SpA aumenterà le tariffe di almeno del 40%, e come già sta avvenendo nei comuni in cui è presente praticherà spietati distacchi del servizio a chiunque non potrà pagare.
A quel punto chi difenderà i nostri anziani indigenti che non potranno permettersi di pagare ACEA? Come faranno a vivere con i sigilli sui rubinetti dell’acqua corrente?  Noi denunciamo la strumentalità di questa posizione finalizzata alla privatizzazione della gestione dell’acqua, e diffidiamo il Comune a procedere su questa strada: infatti, se la cessione all’ACEA dovesse concludersi, l’operazione sarebbe in profondissimo contrasto con la nuova legislazione regionale, con ciò provocando un danno per tutti i cittadini: questo, sì, è il danno erariale di cui si renderebbe responsabile chi sta gestendo il Comune di Bracciano in maniera palesemente inefficiente e dannosa per la nostra comunità: il Sindaco Sala e l’alleanza centrista promossa e voluta dal PD, in piena sintonia con l’andazzo nazionale.
A tutto questo inquietante scenario piegato al più bieco liberismo, Bracciano Bene Comune si oppone e esige che venga rispettata la volontà dei cittadini che hanno chiesto a gran voce che non si speculi su un bene primario come l’acqua!
Ribadiamo, pertanto, la richiesta pressante al Sindaco di Bracciano, e alla sua maggioranza, di unirsi al movimento dei sindaci di tantissimi altri Comuni del Lazio, contro la privatizzazione dell’acque e a sostegno delle iniziative legislative coerenti con l’esito referendario, di approvare, pertanto, la proposta di delibera di Bracciano Bene Comune    

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento