Relazione, Apprendimento Non Formale e Coaching

Per comprendere a pieno la dinamica relazionale e le sue implicazioni sull'apprendimento attraverso l'esperienza non si può non fare riferimento all'apporto che hanno dato filosofi e pedagogisti come Martin Buber, Paulo Freire, Ivan Illich .
Secondo Buber l'uomo può vivere senza stare in relazione, ma chi non ha mai incontrato l'altro non è pienamente un essere umano. Tuttavia, chi si addentra nell'universo della relazione può rischiare molto dal momento che la relazione Io-Tu esige un'apertura totale dell'Io, esponendosi quindi anche al rischio del rifiuto e al rigetto totale. Buber ci dice che se non c'è questa apertura totale, io direi, come Rogers, questa accettazione incondizionata dell'altro, stiamo in una relazione strumentale; consideriamo l'altro come una cosa attraverso la quale vogliamo soddisfare alcuni nostri bisogni. Qui il dialogo diventa monologo in cui l'esperienza dell'altro non può non essere che superficiale o insignificante. Anche per Paulo Freire il dialogo è un'esigenza esistenziale capace di umanizzare le relazioni. Il pedagogista brasiliano ci dice che il dialogo non si può ridurre all'atto di depositare idee da un soggetto ad un altro o a un semplice scambio di idee come se queste siano un prodotto di consumo. Secondo Freire non può esistere dialogo se non esiste un amore profondo per il mondo e per gli uomini. Ivan Illich denuncia, come Freire, le relazioni oppressive che vi sono dentro il sistema di apprendimeto tradizionale e propone una pedagogia della convivialità. Per Illich la spontaneità, l’intimità e la libertà dell'incontro con l’altro è ostacolata e anche resa impossibile dagli strumenti non-conviviali come le scuole che confezionano l’apprendimento e che selezionano la gente; dalle diagnosi che prevengono l’arte di curare e soffrire; dalle professioni che determinano i bisogni dei loro clienti; dagli schermi che separano il te da me.
Il coaching tiene dentro di se tutti questi principi essendo uno strumento che facilità, proprio l'apprendimento attraverso l'esperienza. Nell'autenticità della relazione tra coach e cliente vi è un'accettazione incodizionata dell'altro e un supporto obbiettivo all'apprendimento. Infatti un buon coach ribalta la dinamica del potere non dando risposte preconfezionate chiedendo all'altro di attingere e sviluppare le proprie risorse per di cercare le proprie soluzioni.

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