Avvicendamento Consiglio Comunale

"Avvicinarsi oggi alla politica all'interno delle istituzioni non è facile. 
Viviamo uno strano periodo: tra Mondi di Mezzo, peggioramento di condizioni di vita e di lavoro, affarismi, becero populismo e sullo sfondo il pericolo razzista di chi cavalca le sofferenze, non per lottare a favore di un possibile riscatto sociale per tutti e tutte, ma per aumentare facilmente il proprio consenso e i propri affari, come si vede in questi giorni.
Fortunatamente c'è chi non si rassegna a tutta questa barbarie e ancora spende energie, tempo, passioni in maniera disinteressata, cercando con il proprio impegno di svolgere un servizio verso gli altri, verso la propria comunità. 
Da chi ripulisce una fermata di autobus, un bosco, a chi raccoglie le firme sotto la pioggia contro la città metropolitana perché vuole tenere lontano da Bracciano, l'economia del degrado della mafia romana, purtroppo non solo fascista!
Non si rassegna chi fa volontariato nelle parrocchie,  nella protezione civile, negli ospedali, per i diritti e la dignità di chi ancora oggi parte da una evidente situazione di svantaggio: come le donne, i migranti e le persone con disabilità.
Sicuramente non si rassegnano le centinaia di persone che hanno marciato e continueranno a marciare in pace perché chiedono che Bracciano, non diventi la capitale dei rifiuti del Lazio. 
Non si rassegna chi sceglie modelli di produzione di benessere compatibili con l'ambiente e il territorio, e chi con lo spirito di servizio alla Costituzione fa semplicemente il proprio lavoro per la comunità umana.
BraccianoBeneComune, anche grazie all'impegno straordinario di Elena Carone Fabiani e di tanti amici e compagni, ha speso diverse energie in questa direzione: attivando comitati, gruppi di interesse, animando battaglie.
Il nostro intento è quello dicontinuare a dare il nostro contributo di idee e progetti. 

Personalmente ho due speranze: la prima è quella di auspicare di essere all'altezza di chi mi ha preceduto e delle aspettative che i cittadini ripongono sul Movimento Bracciano Bene Comune.
La seconda speranza è quella di trovare anche in questo Consiglio Comunale, persone coraggiose che non si rassegnano alla barbarie; con cui, anche se da posizioni diverse, si possa comunque collaborare. Don Lorenzo Milani diceva che sortirne da soli – uscire dai problemi, dalle ingiustizie, da soli -  è da egoisti, uscirne insieme è la politica.
Ecco, spero tanto che questo sia uno spazio dove la politica è ancora possibile."
Massimo Guitarrini

Queste è un piccolo discorso, poche parole pronunciate per l'insediamento nel Consiglio Comunale di Bracciano per la surroga del Consigliere Elena Carone Fabiani. 

La doppia tragedia dei popoli in fuga* ------------> "Migranti, ma quale invasione"

Naar 6 anni, 12 giorni nel mezzo del mediterraneo, su una bagnarola schiacciato con 250 Siriani e Palestinesi in balia dei trafficanti e del mare in tempesta. Dhaki, un anziano signore proveniente dalla capitale della Siria, Damasco Siria faceva l’insegnante di lingua e che con due figli sul punto di diventare adulti, si è visto costretto ad abbandonare il suo paese, anche se non avrebbe mai voluto. Iyad, il padre di un bambino, aveva un negozio di telefonia, distrutto in seguito ad un bombardamento.

"Gli ultimi" di Cristiano Guitarrini  - olio su tela, cm130x80 -
Sono le storie, raccontate da operatori e volontari dell'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) di coloro che ce l’hanno fatta ad arrivare in Italia dopo mesi di viaggio, scappati da paesi dove la guerra e la povertà uccidono non solo le persone ma anche il futuro. Sono persone in cerca di migliori condizioni di vita, di sicurezza o in cerca di protezione internazionale perché perseguitate nei loro paesi, o perché fuggiti da guerre e conflitti.  L’art. 10 della nostra Costituzione, la Convezione di Ginevra, quella di Dublino e il nostro senso di appartenenza al genere umano ci dicono che sarebbe doveroso intervenire in queste emergenze umanitarie senza girarsi dall’altra parte, indifferenti al grido d’aiuto di questi popoli.

Invece dal ‘98 sono stati “lasciati morire” durante questa traversata della disperazione più di 16.000  persone. Nel 2011 l’ultimo anno di Ministero del leghista Maroni agli Interni sono morti nel mediterraneo 1500 persone. Invece dall'inizio dell’anno nonostante alcuni sforzi dell’operazione mare nostrum 500 persone. E’ incredibile come la politica piange davanti alle bare bianche dei bambini a Lampedusa ma poi fa poco e niente per evitare ciò che sarebbe evitabile. Anzi c’è chi specula e costruisce la propria carriera politica facendo leva sulle paure delle persone che si sentono sempre più insicure da un sistema economico e sociale in profonda crisi, puntando il dito sui nuovi capri espiatori. 
Sembra assurdo ma la gente è portata a credere che se le vengono tolte le garanzie sociali, se perde il lavoro, se non ci sono soldi per l’assistenza e se le nostre caotiche città sono sempre più invivibili non è responsabilità delle banche, degli speculatori, degli imprenditori disonesti che hanno approfittato e messo in ginocchio le economie di mezzo mondo. No,  è colpa di persone e bambini come Naar

Il destino beffardo ci fa scoprire che sono poi le stesse banche che finanziano i signori della guerra da cui sta fuggendo proprio Iyad. Le stesse banche salvate con le politiche dell’austerity (tagli alla sanità, istruzione, servizi sociali, agli investimenti, alla ricerca) e grazie ai 4500 miliardi di Euro che l’Europa ha stanziato negli ultimi anni (quasi il 40% della ricchezza prodotta in Europa in un anno).

Purtroppo non ci sono solo i soliti sciacalli, padani di professione che affrontano il tema in maniera completamente sbagliata prendendosela con l’Europa “che ci lascia soli a gestire un’emergenza umanitaria”. Per comprendere la mistificazione della psicosi da invasione occorre confrontarci con le cifre reali: sono circa 60.000 i profughi sbarcati dall'inizio dell'anno in Italia. Un numero importante, ma poco in confronto a ciò che accade di solito in Germania che nel 2013 sono arrivate 126.000 richieste d’asilo e in Francia 65.000;  ed è niente se confrontiamo queste cifre con il Libano, paese di 4milioni di abitati che accoglie circa 1milione di profughi provenienti dalla Siria.


Insomma non dovrebbe essere impossibile gestire un’emergenza come questa… se solo lo si volesse. Intanto continuiamo a contare i morti.

*Editoriale FiniestrAperta Settembre 2014

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