Mi sono perso dentro un albero

Mi sono perso dentro un albero.
L'ho abbracciato e sono penetrato in lui.
Di linfa mi sono imbevuto cosicchè il sole mi ha innalzato.
Leggero come le fronde e profondo come radici, accoglievo il vento del sud.
Ah! Quel vento del sud così mite e selvaggo,
soffiando mi porta storie senza patria.
Soffia il canto di Salamowit, bambina africana dalle scarpe rotte.
Soffia la brezza di Cristina, donna senza lavoro e madre.
Soffiano le inquietudini di braccia ormai consumante da martellanti umiliazioni.
Soffiano le fraganze sbocciate degli amanti.
Soffia l'amore alato, quello che ti lascia volare.
Soffiano anche le mie aridità, spesso così seducenti.
Da qui di tutto mi nutro e apro le braccia all'essenziale.
Max '96

Due non vedenti e la storia della strada

Un uomo non vedente aspettava che qualcuno lo aiutasse ad attraversare una strada molto trafficata, quando sente che un passante gli tocca le spalle.

"Scusi” disse l’altra persona, “Io sono cieco, mi potrebbe aiutare ad attraversare la strada? Il primo uomo non vedente prese il braccio del secondo non vedente e attraversarono la strada.

Pare che questa sia una storia vera. Il primo uomo non vedente infatti, era il pianista jazz George Shearing (nella foto). Dopo questo evento lui ha detto “Che potevo fare? Io l'ho accompagnato e questo è stato il momento più emozionante della mia vita.”
Alcune volte pensiamo che non siamo in grado di fare qualcosa e non facciamo nessuno sforzo, oppure non rischiamo. Essere costretto a fare uno sforzo e a rischiare può aiutarci a essere indipendenti (dagli altri, o dai nostri meccanismi di sicurezza personale) e scoprire nuove sfide e capacità.

Liste di leva: il manifesto che fa rumore, ma non richiama nessuno

In questi giorni sui social di Bracciano - ma anche in altri Comuni d’Italia - gira il manifesto comunale sulla “ Formazione della lista di ...