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Il potere dell'intransigenza!

Una buona notizia per tutti!

Ognuno di noi ha un grande Potere! Potere inteso come capacità di incidere, di fare la differenza tra quello che è oggi il mondo, il pianeta, la nostra vita e quello che sarà il nostro futuro .
Un Potere che è di tutti!
E' il Potere che ha utilizzato Rosa Parks quando quel giorno sull'autobus invece di alzarsi dal posto destinato ad un bianco, rimase dritta e suduta orgogliosa della propria dignità. E' il potere usato da Ghandi, un piccolo uomo che ha cambiato la vita a milioni di persone. E' il Potere di chi ha combattutto contro le mafie e le corruzioni .

Il Potere di chi non si rassegna alla violenza. A tutte le forme di violenza; da quelle agite da parte di qualche povero oppressore, a quelle violenze spesso inspiegabili della vita, come gli incidenti, le malattie.

Questo potere è il potere di fare delle scelte, prendere delle decisioni!
Decidere deriva da recidere . Ogni scelta presuppone l'esclusione di altre possibilità!
Chiunque lo può fare. Chiunque può usare questa intransigenza: Escludere ogni altra possibilità! Così ognuno ha la possibilità di scegliere di lottare contro la violenza, tentare di farla uscire dalla propria vita. Purtroppo sia per la nostra natura umana, sia per la struttura della nostra società questà è una scelta che nessuno di noi ha il potere di fare definitivamente. E' sempre un'intransigenza che va vissuta ogni giorno. Quando facciamo colazione, quando siamo al lavoro, quando facciamo la spesa, persino anche quando usiamo un altro nostro potere il voto.

Per cui se decidiamo di scegliere la pace e la nonviolenza, dobbiamo escudere necessariamente ogni altra possibiltà !

Il Faro, la rotta e la meta e l'impossibilità della neutralità




Sappiamo che anche il più potente faro esistente al mondo non può far altro che indicare la rotta, illuminare un pezzo di mare, ma la meta e la strada per raggiungerla la decidiamo noi.
Questo ci rimanda alle nostre responsabilità individuali. Infatti come per un viaggio una meta non vale l'altra, obiettivi non sono neutri. Ogni scelta che facciamo quotidianamente contribuisce al cambiamento o al consolidamento dello stato delle cose.
La rotta che decidiamo di intraprendere per raggiungere i nostri obiettivi sono i mezzi che utilizziamo. Anche qui sappiamo che questi non sono neutrali.
I mezzi che utilizziamo pregiudicano gli obiettivi stessi. “Il seme sta alla pianta come la pianta sta al seme”.
Il vecchio assioma gandhiano sulla relazione che intercorre tra i fine e in mezzi.
C'è un altro aspetto ineluttabile: siamo comunque in mezzo al questo mare che chiamiamo vita! Questo implica che comunque, anche se non lo vogliamo , ognuno di noi fa una scelta. Infatti anche non scegliere, non prendere parte è comunque una scelta!
E' proprio impossibile una nuetralità davanti alle ingiustizie e forse in generale nella vita di ognuno. Infatti, come spiega Paulo Freire, promotore della pedagogia degli oppressi, se rimaniamo zitti, rinunciamo al nostro potere che di fatto rafforza chi opprime i più deboli.

"La nostra Paura più profonda...."


".... non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: "Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?” In realtà, chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli dell’Universo. Il nostro giocare in piccolo non serve il mondo. Non c'è nulla di illuminato nello sminuire se stessi perché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria infinita che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi. E quando finalmente permettiamo alla nostra luce di risplendere,inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri” …
Willianson

STATUNITENSI PER LA PACE LETTERA APERTA ALL'AMBASCIATORE

STATUNITENSE IN ITALIA, IN OCCASIONE DELLA SUA PRESENZA A FIRENZE, A PROPOSITO DELL'"ANTI-AMERICANISMO"

Firenze, 12 febbraio 2007

All'Ambasciatore Ronald Spogli Ambasciata statunitense, Roma Egregio Ambasciatore, Come cittadini statunitensi in Italia Le scriviamo per chiedere una fine alle ingerenze della nostra Ambasciata nella vita politica dell'Italia.

La sua lettera firmata da altri quattro ambasciatori per fare pressione sul governo italiano perché continui la sua partecipazione alla guerra in Afghanistan è stata una inaudita e inaccettabile interferenza dell'Ambasciata USA nella dialettica democratica di questo paese, oltre a suonare offensiva alla grande maggioranza degli italiani che secondo i sondaggi vorrebbero il ritiro delle truppe italiane anche in rispetto dell'Art. 11 della Costituzione che dichiara che "L'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali." Poi, pochi giorni dopo, l'Ambasciata USA ha compiuto a parere nostro una seconda grave scorrettezza. Ha inviata a noi
statunitensi in Italia una lettera di avvertimento di possibile pericolo per noi qualora volessimo andare a Vicenza il 17 febbraio per protestare, insieme ai cittadini italiani, contro la creazione di una megabase USA, la più grande base offensiva all'estero. Questa manifestazione viene caratterizzata come " anti-statunitense" dalla lettera che consiglia a tutti di stare lontano dalla città dal 16 al 18 febbraio per evitare di diventare "bersagli di manifestanti anti-USA". I contenuti della lettera non corrispondono alla realtà, diffondono paura e ignoranza, offendono l'intelligenza degli statunitensi in Italia e la realtà democratica della società italiana. Prima di tutto, la manifestazione del 17 febbraio non è anti- statunitense; è contro la richiesta da parte del Governo USA di costruire una nuova megabase statunitense nei pressi del centro della città di Vicenza, città riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale dell'umanità. La verità è che la stragrande maggioranza dei vicentini e del popolo italiano intero non vuole questa ennesima base USA (siamo già presenti in Italia con circa 20 installazioni militari). Il 2 dicembre 2006 circa 30.000 persone hanno manifestato a Vicenza contro la base con un bel corteo colorato e pacifico al quale delegazioni di cittadini statunitensi di Firenze e Roma hanno partecipato senza mai incontrare episodi "anti-USA". Anzi, la nostra presenza è stata molto apprezzata. Distribuire una lettera ai cittadini per dire che corrono dei pericoli in Italia a causa di una manifestazione politica è un tentativo neppure troppo nascosto di scoraggiare o addirittura mettere il bavaglio ai cittadini che vorrebbero esprimere il loro dissenso dalle politiche di guerra e di occupazione dell'amministrazione Bush. Lei, mbasciatore,
certamente rappresenta il governo di Bush e Cheney, ma le ultime elezioni federali negli USA dimostrano che quel governo non rappresenta più la maggioranza del nostro popolo, soprattutto per quel che riguarda la politica estera e la guerra. La società USA è profondamente malata di militarismo e, sempre di più, i nostri concittadini dicono basta! Alle manifestazioni contro le basi, come a Vicenza o a Camp Darby o ad Aviano o a Sigonella, alle manifestazioni contro la guerra, qui in Italia e in tanti altri paesi come negli USA (le centinaia di migliaia di manifestanti a Washington e in altre città USA il 27 gennaio scorso erano dei pericolosi anti-americani, la gente protesta non contro il popolo statunitense ma contro la violenza delle guerre e delle
occupazioni militari sostenute dal governo USA in Iraq (più di 655.000 morti dall'inizio della guerra) ma anche in Afghanistan e Palestina. Protesta contro la militarizzazione del territorio e dell'economia, contro la presenza di basi straniere con lo stoccaggio di armi nucleari e all'uranio impoverito. Come Amnesty International chiede la chiusura del campo di Guantanamo e di tutte le carceri segrete e la fine dei voli segreti della CIA (p.e. il caso di Abu Omar), oltre alla fine della pratica della tortura e la violazione dei diritti umani (sono richieste "anti-americane". Chiede un altro mondo possibile con una nuova cultura di pace e giustizia globale. Noi cittadini statunitensi in Italia, come milioni di altri concittadini negli U.S.A., ci opponiamo alla politica di guerre all'estero e di cancellazione dei diritti civili nel nostro paese portata avanti dal governo di Bush e Cheney mentre seri problemi sociali vengono ignorati.
Negli USA abbiamo il peggior sistema sanitario del mondo occidentale con circa 50 milioni di persone senza assicurazione sanitaria. Abbiamo il più alto numero di persone in carcere e il più alto tasso di incarcerazione di tutto il mondo (siamo 5% della popolazione globale con 25% degli incarcerati), con più di 4.000 persone nel bracio della morte. Chiediamo risorse non per le forze armate ma per la sanità, la scuola, l'ambiente, il lavoro, la ricostruzione delle città, il trasporto pubblico, la solidarietà con il resto del mondo. Quarant'anni fa ai tempi della guerra in Vietnam, Martin Luther King dichiarò: "Siamo al punto, nelle nostre vite, in cui bisogna agire in prima persona affinchè il nostro paese soppravviva alla propria follia. Ogni uomo con le convinzioni umane deve decidere la protesta che meglio si adatta alle sue convinzioni, ma dobbiamo tutti protestare." E aggiunse: "Viene il momento in cui il silenzio è tradimento."
Noi cittadini statunitensi in Italia il 17 febbraio saremo presenti a Vicenza perché a parere nostro la manifestazione contro le basi e contro le guerre è una manifestazione di sostegno anche alla maggioranza dei cittadini statunitensi che desidera un cambio di rotta nella politica statunitense - all'estero e in paese. Le chiediamo pertanto di inviare una lettera di rettifica ai nostri concittadini in Italia per dire che la manifestazione del 17 a Vicenza, lontano da rappresentare un fenomeno di "anti-americanismo", sentimento assai poco diffuso in Italia e soprattutto fra il popolo della pace, rappresenta invece un prezioso esempio di esercizio di un diritto democratico fondamentale al quale gli statunitensi in Italia parteciperanno e sono invitati a partecipare. per la pace.

P.S.: Cogliamo l'occasione per ricordare che il caso dell'omicidio volontario a Baghdad dell'agente italiano Nicola Calipari e il tentato omicidio di Giuliana Sgrena non è chiuso e chiediamo la piena collaborazione del nostro governo con le autorità giudiziarie italiane.

Su Vicenza PRODI RIPENSACI !!!

Perché gli Stati Uniti hanno bisogno di questa nuova base? A cosa dovrà servire? A quali fini è destinata? In quali strategie militari sarà inserita? Quali missioni militari partiranno da Vicenza? Chi le autorizzerà? Il Pentagono o l´Onu? Quale coerenza c´è tra gli obiettivi di questa base e gli obiettivi delle Nazioni Unite e dell´Unione Europea? A quale progetto di sicurezza è destinata? Servirà a far rispettare la legalità internazionale o a violarla com´è successo in Iraq e in Somalia? Dato che gli USA non si prendono nessuna responsabilità nè su Ustica, ne su la strage del Cermis, ne sull'assasinio di Callipari perchè dargli questa servitù militare?

Cosa Voterò al Referendum sulla Giustizia

Voterò  NO  al referendum sulla giustizia. Non perché pensi che la giustizia italiana funzioni bene. Anzi: i problemi ci sono, e sono sotto ...